Pandemia o pazzia?

di Veronica Graf

La diffusione del Coronavirus sta avendo gravi effetti psicologici su un grandissimo numero di persone, come certificato da studi e indagini. 

La separazione dai propri cari, le incertezze per il futuro, i problemi economici, la paura di ammalarsi e le stringenti limitazioni alle libertà personali sono il motore di questo malessere diffuso, che avrà effetti anche in futuro: “Una grande onda di stress post-traumatico, che interesserà molti italiani, e che potrà rappresentare il vero conto salato della crisi in corso”, spiegano gli esperti.

A commentare questa situazione drammatica è la psicoterapeuta e lifecoach Alessandra Lancellotti, la quale, dopo aver ricordato la grande percentuale di italiani che sta sperimentando “disturbi come l’insonnia, mal di testa, mal di stomaco, ansia, panico e depressione” a causa dell’emergenza, ha sottolineato che tutto questo sta avvenendo perché “manca l’idea del futuro e noi che eravamo abituati a proiettarci nel futuro il cammino della nostra vita, ci vediamo improvvisamente bloccati. La società da liquida è divenuta pietrificata” e ancora “le persone sono lontane dai cari, come fossero delle isole in mezzo al mare gelido, senza il sole dell’avvenire”; spiega con una riflessione un po’ grigia e malinconica.

Il malessere crescente ha spinto il professor David Lazzari, presidente dell’Ordine degli Psicologi, ad invitare il reclutamento di esperti di mental health presso gli ospedali, le carceri e sul territorio, perché nonostante la mobilitazione senza precedenti degli psicologi nell’affrontare questa crisi, “il volontariato non può sostituirsi al servizio pubblico”. I pronto soccorso sono pieni di persone con attacchi di panico, il distanziamento sociale, la paura e l’incertezza sul futuro sono causa d’una crisi senza precedenti: “gli italiani hanno bisogno di messaggi chiari sia sulla situazione attuale sia sulle prospettive economiche e occupazionali del post emergenza” . In una situazione di grande sofferenza psicologica, la Lancellotti in un’intervista con AdnKronos sottolinea l’importanza dell’aiuto degli esperti per riuscire a trovare del positivo anche in questa situazione di difficoltà. “In questo momento è importante leggere molti libri per attivare fantasia e creatività, far sgorgare nuove idee, nuovi paradigmi di socialità in modello di filantropia rinnovata”.

Che la situazione sia delicatissima lo certifica anche un recente studio condotto dal King’s College di Londra, che ha rilevato sintomi da stress post-traumatico, confusione e rabbia nelle persone sottoposte alla quarantena prolungata, in particolar modo tra le fasce più vulnerabili. Moltissimi Paesi sono in lockdown – compreso il nostro – e tutto questo sta avendo effetti psicologici inaspettati e che sicuramete andranno tenuti in considerazione.

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