ORDINARIE OCCUPAZIONI, STRAORDINARIA REAZIONE. Finalmente una realtà determinata a non sottomettersi all’invasione.

Di solito di occupazioni abusive di case Aler si parla in due occasioni: quasi si sgomberano o quando si minaccia di sgomberare. Cioè a danni fatti. Questa volta vogliamo raccontarvi di cosa succede mentre il delitto si consuma e guardando la cosa dalla parte degli Italiani onesti che ne subiscono le conseguenze. La nostra testimone risiede in un palazzo ALER di San Siro, per paura di ritorsioni ci ha chiesto di non usare  il suo vero nome, così la chiameremo Sarah.

Sarah, ci può raccontare una notte di ordinaria sopraffazione?

E’ iniziato tutto alle 23,20. Per le scale abbiamo sentito forti rumori, sembravano stessero tirando giù dei muri a picconate. Siamo accorsi tutti. In effetti era quello che stava succedendo. Un gruppo di uomini, stranieri probabilmente nord Africani, stavano tirando giù una porta. Non sfondandola. Tirando giù proprio il muro. Fuori aspettava una donna con tre bambini.

Era la prima volta che la vedevate?

Macchè, abita nel nostro stesso condominio, in una casa alla scala H. Forse non le piace la visuale. Ha deciso di traslocare alla scala E in un 70 mq sfitto. Solo che i traslocatori non ci parevano il massimo. Sventrare un muro, svegliare un intero caseggiato… E non dimentichiamoci, tutto abusivamente! Abusivi gli allacciamenti, abusiva la residenza. Non ci si dimentichi che gli allacciamenti fatti in quel modo rischiano di causare esplosioni. E morti. Decine di morti.

2Avete chiamato i Carabinieri?

Sì, cinque minuti ero attaccata al telefono, e come me anche tanti altri condomini. Siamo molto uniti e non lasciamo passare sotto silenzio questi abusi. La volante è arrivata con tutta calma alle 23,50. Intanto l’inquilina prendeva possesso della sua nuova casa. La cosa che ci ha lasciati più amareggiati è che i Militari non hanno voluto entrare subito a fermare il reato. Hanno prima voluto identificarci. Nel Paese al contrario noi siamo i sospetti, loro i titolari dei diritti. Ma li posso capire, deve averli insospettiti il colore della nostra pelle e la lingua che parliamo. Degli Italiani Bianchi a San Siro? Chissà cosa nascondevamo!

Come si è conclusa la vicenda?

Che la signora è protetta dalla legge, ormai non la si può spostare fino ad un ordine del giudice. Nemmeno per farla tornare nella vecchia casa nella scala E. Che i suoi amici traslocatori armati di martelli ieri hanno minacciato alcuni condomini. Che i Carabinieri hanno le mani legate, solo Aler può farci qualcosa. Che oggi, più che mai, siamo stranieri a casa nostra.

Già, Aler. Davvero non ha a cuore la sicurezza dei propri stabili?

E’ quello che sembra. Lascia sfitte case che poi diventano obiettivi per questi rispettabili cittadini con la passione dei traslochi notturni. Non si attiva mai con celerità per rimuoverli da dove sono. Noi però, non ci arrendiamo, abbiamo anche pronte delle proposte concrete.

Questa sarebbe una novità interessante! Quali proposte nello specifico?

Prima di tutto di far finire le situazioni di vuoto. Gli appartamenti vuoti attirano questa gentaglia. Piuttosto vendeteli, magari con la formula dell’acquisto a riscatto. O affittateli. Magari ascoltando i condomini, dandogli la possibilità di selezionare i nuovi arrivi. Non possiamo diventare il rifugio di tutti gli sbandati, non siamo degli schiavi.

Deduco che nel passato ci siano già stati problemi…

Anni fa scorso una famiglia, straniera, ha avuto la brillante idea di mettere lo scarico della lavatrice sul proprio balcone. Un bambino che giocava nel cortile è rimasto ustionato. Terzo grado. Sempre negli anni passati venivano lasciati dei materssi nei pianerottoli. Per arrivare a casa dovevi scavalcarli. Lo scorso anno abbiamo pagato 1500 euro di illuminazione. Alcuni gruppi di stranieri usavano il locale destinato ai bidoni dell’immondizia come centrale di spaccio. Gli Italiani offrivano loro, gentilmente, l’illuminazione dell’ufficio.

Un’ultima cosa, mi parete un condominio davvero unito, mi sbaglio?

No affatto, seppur con discrezione, siamo sempre all’erta. Siamo giovani. Queste case sono il nostro futuro, non lasceremo che lo Stato, Aler o chiunque altro, le trasformino in un ghetto per noi Italiani. Siamo quasi tutti Italiani a condividere questa idea. Ma non tutti. Uno straniero ci sostiene. Secondo noi è un buon inizio.

Anche secondo chi scrive. Così come è una piacevole novità vedere degli Italiani che non stanno con le braccia conserte in attesa della Manna dal Cielo. Che non hanno paura di impegnarsi. Che danno suggerimenti concreti e fanno proposte di buon senso. Che non voglio sparire, che amano troppo la propria casa per sentirvisi stranieri.

Luca Rampazzo

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