Operazione monopattino: scattano le norme di sicurezza. Giro di vite in tutta Italia

Di Martina Grandori

Dopo tanto vociare, dopo polemiche, incidenti mortali ecco che all’italiana finalmente si sta facendo un po’ di chiarezza, si stanno dando delle regole comportamentali per la nuova mania che spopola nelle città: i monopattini elettrici. Da meno di un mese, il 27 luglio per la precisione, è entrato in vigore il nuovo Dm voluto dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, un periodo di sperimentazione da parte dei Comuni per legittimare e regolamentare il traffico della micromobilità. Un periodo che ciascun Comune sfrutterà per capire come porsi e cosa fare davanti a questa rivoluzione dei trasporti urbani.L’iter è partito alla fine del 2018, quando la legge di Bilancio numero 145 ha introdotto la possibilità di usare questi mezzi anche in aree pubbliche, finora vietata dal Codice della strada, che non tiene in considerazione l’esistenza di questi microveicoli, nemmeno nel caso del segway, sulle strade da vent’anni. Ma non si è trattato di un vero e proprio via libera: la legge parla solo di una sperimentazione, ad oggi il Codice della strada parla chiaro, i monopattini elettrici non si possono utilizzare né su strada, né su marciapiedi, né tantomeno nelle aree pedonali. Vien da ridere se si pensa a cosa sono diventare negli ultimi mesi, specialmente con l’arrivo della bella stagione, le strade delle città, soprattutto in centro: un pullulare di intrepidi e anche imbranati guidatori di monopattini, spesso pure abbandonati maleducatamente per terra in mezzo alle aree pedonali o sui marciapiedi come fossero oggetti invisibili che non danno fastidio.

Il ministero ha individuato quattro tipologie a cui dare il benestare della legalizzazione, e sono il monopattino, il monowheel, il segway e l’hoverboard, solo poi se accompagnati da tanto di certificazione di omologazione CE, ça va sans dire che tutta la produzione cinese viene/verrà messa al bando. E poi queste quattro categorie dovranno essere allineate a precise regole. La prima è il clacson e il motore non potrà superare i 500 watt di potenza, basti pensare che oggi la tribù della microcircolazione sfreccia con esemplari che superano nella maggior parte dei casi i 1000 watt, fino ai 1500 watt per i più spericolati. E poi una sfilza di imperativi come l’illuminazione a mezz’ora dal tramonto e qualora le condizioni atmosferiche lo necessitassero, catarifrangenti posteriori rossi o con luce fissa, di sera giubbotto o bretelle retroriflettenti  ad alta visibilità (solo per segway e monopattini) quando circolano su strade in zona 30 o su pista ciclabile. Infine i “giocattolini” in grado di superare i 20 km/h, dovranno essere dotati di un regolatore di velocità e nei centri urbani non possono superare i 6 km/h. È vietato con questo Dm anche trasportare altre persone, qualsiasi forma di traino – perché sembra impossibile, ma c’erano incoscienti che con monopattini trainavano bici – e bisogna guidarli con radio e prudenza, ogni manovra brusca o azzardata può essere multata

In sostanza ci vorrà un po’ di tempo per rodare questo periodo di sperimentazione di microcircolazione, i Comuni dovranno avviare ciascuno una campagna di informazione, alcune realtà come Milano si stanno portando avanti velocemente a mettere chiarezza su tutto quanto, dalle regole da rispettare, alle regole da imporre alle società di sharing. Fino ad ora è stata abbastanza una giungla. Monopattini, monowheel, haverboard e segway verranno inquadrati nelle norme dell’ art. 182 del Codice della Strada (quello relativo alla circolazione dei velocipedi) se utilizzati su piste ciclabili o percorsi promiscui pedonali. Se li si vorranno usare in aree pedonali (molto facile nelle città d’arte), si applicherà l’art. 190 del Codice della Strada inerente al comportamento da tenere con i pedoni. Verrà fatta anche una segnaletica apposta, secondo l’allegato 3 al Dm. Poi c’è il discorso sosta: chiunque ha potuto constatare prima con i servizi di bike sharing, ora con i monopattini il livello di inciviltà della società di oggi, su come vengano abbandonati senza pudore e senso civico questi ammennicoli su marciapiedi e bordo strada. Va assolutamente regolamentata la sosta, nel piano dei Comuni c’è anche la creazione di nuove aree di parcheggio ad hoc. Fari puntati anche sulle coperture assicurative e sul discorso maggiorenni, vietato il noleggio ai minori sprovvisti di patente categoria AM.Vedremo cosa succederà a settembre. Vedremo.

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