Morbillo in aumento: colpa degli antivaccinisti

Chi si batte contro le bufale dell’antiscientismo sapeva che sarebbe successo: anche in Italia i casi di morbillo sono in aumento a causa dell’idiozia di chi crede che i vaccini siano inutili o che provochino autismo. Un argomento, questo, di cui abbiamo già parlato in un articolo di qualche tempo fa che spiegava l’origine di questa bufala complottista. Non mi dilungherò, quindi, su questo argomento, rimandandovi al suddetto articolo, ma passerò ai fatti recenti.

Voglio partire dalla storia di un ragazzo sudafricano che dell’antivaccinismo è stato vittima.  Dewin Harmse si ammalò di morbillo all’età di nove mesi, prima, cioè, di poter essere vaccinato. Il contagio avvenne perché il bambino entrò in contatto con altri non vaccinati e affetti dalla malattia. Se gli antivaccinisti non avessero, con le loro campagne menzognere, fatto sensibilmente diminuire la percentuale di bambini vaccinati, il piccolo Dewin sarebbe stato protetto dalla “immunità di gregge”. Se tutti intorno a te sono immuni (perché vaccinati) da una certa malattia, anche tu sei protetto perché nessuno può contagiarti. Un fenomeno molto importante che protegge dalle malattie i neonati (troppo piccoli per essere vaccinati) e quelle persone immunodepresse che non possono essere vaccinate. Ma l’immunità di gregge funziona solo se la percentuale delle persone vaccinate è molto alta, prossima alla totalità. Ogni persona non vaccinata aumenta sensibilmente il rischio di diffusione della malattia.

Dewin dunque prese il morbillo e per una settimana stette in coma. Per fortuna, però, le cure funzionarono e il piccolo guarì. Apparentemente.

Anni dopo, all’età di dodici anni, Dewin cominciò a mostrare sintomi di un disturbo neurologico grave: la panencefalite subacuta sclerosante (PESS). A causarla è la persistenza del virus del morbillo nel tessuto cerebrale. I danni che questa malattia provoca sono enormi: un deterioramento progressivo delle facoltà cerebrali che porta, nel giro di un periodo da uno a tre anni, alla morte.

Dewin deve la sua sorte alla stupidità di quei boccaloni che credono a qualunque bufala giri su internet.

Purtroppo questo caso non è isolato. In Romania nei mesi scorsi si è registrata un’epidemia di morbillo che ha fatto diverse vittime. Dati, questi, che non si registravano da anni. La responsabilità è, in gran parte, della campagna antivaccinista. Anche in Romania molte delle vittime erano bambini troppo piccoli per la vaccinazione.

Ora anche in Italia si cominciano a vedere gli effetti di questo cancro che affligge la società contemporanea. Si rende quindi sempre più necessaria una legge che obblighi i genitori a vaccinare i loro figli (con le dovute eccezioni, stabilite dalla medicina, non dalle “opinioni” dei genitori) per tutelare tutti noi da malattie che rischiano di tornare in auge e fare danni. Senza vaccini, infatti, non solo il morbillo, ma anche altre patologie come la poliomielite potrebbero tornare a mietere vittime. Su questo tema non si può essere indulgenti in nome di una presunta “libertà di opinione”. Il funzionamento dei vaccini non è una questione di “opinioni”, ma di fatti e la diceria secondo la quale provocherebbero l’insorgere dell’autismo è pura e semplice falsità. È necessario dunque che lo stato combatta queste falsità e imponga i vaccini, perché non vaccinare i propri figli non è una questione di diritto personale.

Molte altre cure e teorie scientifiche sono sotto attacco. Molti credono che la chemioterapia non funzioni e che i tumori si curino con succhi di frutta o semplicemente pensando positivo. Molti rifiutano la chemioterapia e scelgono queste “cure alternative” che “secondo loro” sono migliori. E muoiono di tumore, quando avrebbero potuto guarire con le cure che la scienza mette a disposizione. In questi casi, però, la persona sceglie per se stessa e paga le conseguenze della sua propria scelta.

Nel caso dei vaccini la cosa è ben diversa. A subire i rischi di infezione non sono gli antivaccinisti, ma dei bambini innocenti e indifesi che non sono responsabili della stupidità dei loro genitori. Uno stato civile non può lasciare i bambini in balia dell’ignoranza e della creduloneria di genitori irresponsabili. Inoltre un bambino non vaccinato può essere fonte di contagio e, quindi, di pericolo, anche per gli altri bambini, soprattutto per quelli troppo piccoli per il vaccino. La libertà di scelta e di “opinione” non può comprendere certo il “diritto” di mettere a rischio la vita dei figli propri e altrui.

In conclusione vorrei porre l’accento sul fatto che, purtroppo, il cancro antivaccinista è giunto anche in politica. Sono diversi i parlamentari che hanno espresso vicinanza alle idee di questo movimento e la cosa sembrerebbe essere trasversale e non limitata a un singolo partito. Anche se, va detto, è soprattutto nel Movimento 5 Stelle che si concentrano i cultori di queste visioni “alternative”. Non è un caso: il M5S nasce in rete e della rete si nutre e proprio per questo ha raccolto complottisti di ogni genere che hanno poi determinato, col loro voto on line, candidati e programmi. È noto l’antivaccinismo di Paola Taverna che si espresse contro l’obbligo di vaccinare. Bartolomeo Pepe, invece, eletto col M5S (e poi passato al gruppo Grandi Autonomie e Libertà) propose la proiezione in senato di un documentario contro i vaccini che, grazie al cielo, non fu proiettato. Lo stesso Grillo, leader maximo del Movimento, sostiene da anni che i vaccini non servono e che, anzi, sono dannosi. E non solo. Secondo il comico genovese l’AIDS non esisterebbe e gran parte dei tumori sarebbero cose inventate. Il tutto, ovviamente, per far guadagnare le multinazionali del farmaco con la complicità dei governi. Tesi grottesche, a sostegno delle quali Grillo sciorina dati e prove rigorosamente falsi.

Sarà dunque difficile che si possa avere una legge seria per tutelare i bambini italiani dall’avanzata dell’antivaccinismo. E intanto, le malattie ringraziano.

Enrico Proserpio

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