MILANO, TAR: PISAPIA RESPONSABILE DELLE OCCUPAZIONI. Il Comune ha “obbligo di provvedere”

In piazza Stuparich, a fine aprile 2013, un gruppo di giovani appartenenti al Collettivo Il Cantiere, occupano lo stabile abbandonato al civico 18. All’interno organizzano diverse attività, una palestra popolare, un mercatino, un’università popolare, dei corsi di lingue. Il tutto lo chiamano SMS: Spazio del Mutuo Soccorso.

Il copione è sempre lo stesso, ripetuto altre decine di volte con altre decine di spazi abbandonati. Il Comune ovviamente non interviene a sgomberare lo stabile. Anzi, nel nuovo regolamento edilizio promulga una norma che permetterebbe addirittura una sorta di confisca degli spazi abbandonati per restituirli all’uso della cittadinanza.

Questa volta però i proprietari dello stabile non si arrendono, e subito a poca distanza dall’occupazione, fanno ricorso al TAR della Lombardia, mettendo in causa l’atteggiamento silente dell’amministrazione di Milano, mai intervenuta nonostante le istanze presentato dalle due società proprietarie dell’immobile (Sanitaria Ceschina e Immobiliare Campi). La sentenza è arrivata lo scorso 23 aprile, a distanza di un anno.

Il giudizio è chiaro:  “Il Collegio ritiene che, nel caso di specie, sussista in capo all’amministrazione un obbligo di provvedere”. Sancisce ossia l’obbligo per l’amministrazione comunale, secondo i giudici “rimasta inerte”, di prendersi carico della situazione. Provvedere non significa per forza sgomberare, ma si intende obbligo dell’amministrazione pronunciarsi in qualche modo, con un ordinanza di sgombero o diversamente. Ciò che risulta chiaro da parte dei giudici del TAR, e che il Comune aveva tentato di negare nel processo, è che la responsabilità di questo stabile è del Comune, e non dei privati, e ad esso tocca stabilirne le sorti.

Una sentenza importante, che mostra se non altro come il perdurare delle situazioni di occupazione abusiva a Milano dipenda proprio dall’inerzia del sindaco e della sua giunta. Lo ripetiamo e lo riproponiamo ora, perché da 2 giorni i collettivi e gruppi antagonisti milanesi hanno occupato uno stabile in via Stresa, sotto gli occhi consapevolmente inerti dell’amministrazione comunale. L’occupazione durerà fino a domani, con musica e birra serali inclusi, senza che ci sia stata neanche l’intenzione di intervenire.

È chiaro, da questa sentenza che se Milano è in mano ai centri sociali, in piena potestà di occupare liberamente qualsiasi stabile in città, è per merito o colpa (secondo i punti di vista) del sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.

Gabriele Legramandi

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