MILANO: STRISCIONE IN GALLERIA CONTRO GENITORE 1 E 2. La protesta di Fratelli d’Italia nel salotto cittadino: “Onora il padre e la madre”

Protesta scenografica per Fratelli d’Italia ieri a Milano: l’europarlamentare Carlo Fidanza, i consiglieri Marco Osnato e Riccardo De Corato e il portavoce regionale Paola Frassinetti hanno srotolato uno uno striscione con la scritta: “Onora il padre e la madre” dalla finestra degli uffici comunali che si affaccia direttamente in Galleria Vittorio Emanuele II.

ASILI, STRISCIONE FDI IN GALLERIA "ONORA IL PADRE E LA MADRE" - FOTO 2L’obiettivo della protesta è la decisione della giunta Pisapia di sostituire i termini padre e madre nei moduli di iscrizione agli asili con genitore 1 e 2, per correttezza nei confronti di quelle famiglie “alternative”.

Lo striscione è rimasto appeso qualche minuto, intanto dai militanti venivano distribuiti volantini alla folla in Galleria con la scritta: “Pisapia vergogna”. All’interno di essi erano spiegate le motivazioni della protesta: “La giunta Pisapia elimina dai moduli di iscrizione agli asili comunali i termini ‘padre’ e ‘madre’ e li sostituisce con ‘genitore’. Mentre Milano affonda nei debiti, nella crisi e nell’insicurezza, la giunta arancione si dedica all’ideologia e sferra un altro attacco alla famiglia tradizionale”.

“Abbiamo deciso di fare questa iniziativa – ha spiegato poi l’europarlamentare Carlo Fidanza – per fare sapere ai milanesi quello che troveranno sui moduli d’iscrizione all’asilo. L’ennesimo omaggio all’ideologicamente corretto, invece che quello di cui i milanesi hanno veramente bisogno: un provvedimento ideologico contro la famiglia”. Così Fidanza.

Nella pattuglia che ha srotolato lo striscione c’era anche Riccardo De Corato, di fatto titolare dell’ufficio di via Marino: “Il sindaco Pisapia deve rendersi conto che non rappresenta solo la Milano laica, ma anche quella cattolica, presente pure nel centrosinistra, anche se silente”. Così il consigliere, che parla di un deliberato “attacco contro la famiglia”. De Corato poi ha annunciato la richiesta della convocazione di una commissione Educazione sul caso. 

La dittatura del politicamente corretto e dell’omologazione ideologica, dopo il registro delle coppie di fatto e delle dichiarazioni di fine vita, colpisce ora anche il nucleo primo, la base sul quale la nostra società, la nostra cultura e il nostro Stato sono fondati. Forse lo striscione sulle vetrine di Gucci non servirà per fare cambiare idea alla sinistra di Milano, ma sicuramente molti cittadini sono potuti venire a conoscenza di qualcosa che la Giunta ha tentato di tenere in sordina.

Gabriele Legramandi

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