MILANO, SETTIMANA DI FUOCO PER LA SINISTRA. Tra scioperi e scontri la coalizione di Pisapia va in frantumi

Si chiude una settimana di scontri e tensioni a Milano. L’anniversario incombente della strage di piazza Fontana non ha smentito la tradizione di polemica e confronto politico nelle istituzioni cittadine, e sulla piazza.

L’assestamento di Bilancio, discusso martedì in Consiglio Comunale, ha visto ben 3 importanti emendamenti dell’opposizione approvati dall’Aula: 600.000 euro in più per asili e vigili, più altri fondi per la ricostruzione del canile allagato. In compenso però, l’appoggio del Pd a questi emendamenti ha causato l’aventino dei due consiglieri comunali di Sel, che con il loro abbandono dell’Aula hanno causato la perdita del quorum e la chiusura anticipata della seduta.

Tensioni nella maggioranza riflesse anche in Consiglio di Zona 9, dove giovedì sera la vicepresidente di Sel Antonella Loconsolo è stata sfiduciata dalla sua stessa maggioranza. Una mozione di censura presentata infatti dal capogruppo di Ncd Federico Illuzzi, per condannare parole offensive che la vicepresidente ha rivolta da Facebook a Matteo Salvini, ha visto ben 4 “franchi tiratori” nella maggioranza di sinistra. Complice il voto segreto, qualche compagno non ha resistito nel far fuori l’avversario politico.

Il tutto è culminato poi venerdì, con lo sciopero generale della Cgil in coincidenza con il 45° anniversario della strage di piazza Fontana, alla Banca dell’Agricoltura. Alla cerimonia del ricordo si sono intrecciati i cortei dei lavoratori e degli studenti. I primi contro il Job’s Act di Renzi, i secondi per marinare la scuola in compagnia.

Un corteo di antagonisti più organizzato però ha cercato continuamente lo scontro con le forze dell’ordine che sono state costrette a caricare i manifestanti in diversi punti. Corteo formato soprattutto da quei gruppi di antagonisti e centri sociali che negli ultimi mesi si sono resi protagonisti di importanti e violente azioni per ostacolare gli sgomberi delle case occupate. Le violenze sono culminate quando hanno tentato di assaltare il Consiglio Regionale, il Pirellone, in piazza Duca d’Aosta, respinti però dalla Polizia, che ha riportato 11 feriti negli scontri.

Settimana quindi di mobilitazione per la sinistra. Nelle istituzioni lo schieramento arancione si dimostra ormai spaccato dai contrasti interni: se Rifondazione Comunista ha ancora il dente avvelenato con Sel per essere rimasta esclusa da molte cariche istituzionali, il partito del sindaco continua a combattere con un Pd sempre più forte, che non intende più cedere ogni passo alle follie ideologiche di Pisapia e soci. Tutto ciò che era riuscito a rimanere nascosto per anni ora arriva alla conflagrazione, con azioni aperte di sfiducia reciproca.

Mentre fuori dall’Aula i gruppi antagonisti sono ormai completamente fuori controllo e sempre più arroganti. Dopo la politica di Pisapia di dialogo stretto e continuo con i centri sociali, l’unico risultato è stato il crescere delle azioni violente da parte di questi gruppi. Ricordiamo per esempio l’occupazione di Palazzo Marino del settembre 2013, prima volta in assoluto. La tolleranza con cui sono state gestite le occupazioni abusive a Milano ha portato a questo clima di tensioni e continui scontri, che ultimamente ha visto un deciso intervento del prefetto per sopperire alle mancanze dell’amministrazione in fatto di ordine pubblico.

Una Milano ferita quella che esce da quest’ultima settimana. Una sinistra in subbuglio che non riesce a tenere il controllo nemmeno dei suoi partiti, non è capace di assumersi la responsabilità che un’amministrazione deve assumersi per assicurare il bene dei milanesi.

Gabriele Legramandi

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