MILANO, NUOVA ISOLA AMBIENTALE IN CHINATOWN. Ztl e Zona 30: i cinesi minacciano ricorso al Tar

Da ieri nella zona di via Paolo Sarpi, la cosiddetta Chinatown, è attiva la Ztl e la zona 30 Km/h. I provvedimenti servono a migliorare la viabilità del quartiere, non facile viste le attività di import-export cinesi all’ingrosso presenti in una zona delle più antiche e caratteristiche di Milano. Da questo provvedimento sono interessate le vie Venafro, Bertini, Aleardi, Lomazzo, Fioravanti, Messina (nel tratto tra via Fioravanti e via Procaccini), Niccolini, Bramante, Morazzone, Giordano Bruno, Giusti, Braccio da Montone, Giorgione, Guercino, Verga, Rosmini, Alfieri, Giannone, piazza Santissima Trinità e via Balestrieri.

Sono previste due finestre per carico-scarico merci: una mattutina 10-12:30, l’altra pomeridiana 17:15-18:30 per regolare il traffico dovuto alle diverse attività qui presenti. In più, chi sarà autorizzato a percorrere in auto l’area dovrà comunque rispettare il limite di 30 Km/h.

Soddisfatta l’associazione di residenti ViviSarpi, poiché, “anche se con molto ritardo, viene finalmente recepita un’esigenza di miglioramento della vivibilità nel quartiere compromessa da anni dalla presenza massiccia di attività di vendita all’ingrosso in una zona inadeguata alla stessa”. Ciò nonostante, criticano l’apertura della nuova fascia pomeridiana per il carico e scarico merci, poiché signica di fatto: “accettare implicitamente la permanenza definitiva dell’attività all’ingrosso nel quartiere che con nuovi orari non avrà motivo di cercare soluzioni alternative; confliggere con quanto previsto dal Piano di Governo del Territorio (PGT) che prescrive che nei Nuclei di Antica Formazione non sia più possibile svolgere attività all’ingrosso; premiare chi in questi anni ha ignorato le regole esistenti e “condonare” chi ha continuato ad aprire ulteriori esercizi all’ingrosso pur essendo a conoscenza dei vincoli esistenti, consentire la concentrazione di furgoni altamente inquinanti in una fascia oraria nella quale maggiore è la presenza per le strade del quartiere di bambini e ragazzi”.

Per niente soddisfatta la comunità dei commercianti cinesi, che minacciano anche di ricorrere al Tar se ciò discriminerà le loro attività commerciali. “Il Comune vuole tagliarci fuori – osserva infatti Francesco Wu, giovane presidente di Associna e leader dei commercianti orientali insediati a Chinatown -. Al termine della prima settimana di test decideremo se ricorrere al Tar”. La decisione è stata frutto di una delibera, che sempre Wu giudica “strana”, e vista la soddisfazione dell’associazione dei residenti immagina sia complice il periodo elettorale.

Il ricorso al Tar da parte della comunità cinese, in realtà ha un precedente: nell’autunno 2012 un simile tentativo di limitazione del traffico merci da parte del Comune era stato respinto dal Tar della Lombardia. Il provvedimento era infatti, secondo il Tar, discriminatorio nei confronti della comunità cinese, che subiva limitazioni alla propria attività commerciale in via esclusiva, senza parità di trattamento rispetto agli altri commercianti in città.

Anche Riccardo De Corato, consigliere comunale di Fdi, non vede solo rose e fiori in questa nuova isola ambientale: “Il problema non è risolto – nota l’ex vicesindaco – Perché in via Paolo Sarpi i disagi non sono provocati tanto dalle auto e dalle moto, quanto dai carrelli per il carico e scarico utilizzati dagli esercenti cinesi e dalle biciclette con il rimorchio. Questi mezzi non sono provvisti di targa e dunque possono circolare liberamente, senza incorrere in sanzioni.

Tutti questi mezzi sono quindi destinati a eludere costantemente le telecamere e a rendere comunque difficoltosa la situazione in via Paolo Sarpi. A questo punto chiediamo a Pisapia quanti vigili intenda schierare per il controllo dell’isola ambientale. Noi, con la precedente amministrazione di centrodestra, avevamo schierato venti uomini a vigilare sulla Ztl. Adesso, per quello che ci è dato vedere, tutte queste risorse non ci sono”. 

Gabriele Legramandi

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