MILANO, LOTTIZZANDO S’IMPERA. Come la sinistra controlla la città: il caso di Zona 9

C’è chi il potere lo ha combattuto per tanto tempo, ha combattuto per toglierlo ad altri e infine lo ha cercato, tanto che. quando poi finalmente lo ottiene, pensa a mantenerlo e a spartirlo. In questo caso, parliamo della coalizione di centrosinistra che governa Milano.

ZONA 9L’episodio che ci spinge a questa conclusione è accaduto in Zona 9 nella seduta di Consiglio di giovedì scorso. Il parlamentino di Zona doveva nominare il proprio rappresentante all’interno della Commissione Mensa, l’organo composto da genitori e docenti con il compito di controllare l’erogazione dei pasti da parte di Milano Ristorazione all’interno delle scuole da questa servite. In particolare, spiega Milano Ristorazione, rientra nei suoi compiti la “valutazione e monitoraggio della qualità del servizio, del rispetto del capitolato, dell’accettabilità del pasto”. La commissione poi può interloquire direttamente col gestore del servizio.

Chi fa parte di queste commissioni, quindi, si occupa di controllare l’operato di Milano Ristorazione, società partecipata al 100% dal Comune di Milano. E come tale diretta espressione delle politiche amministrative della maggioranza politica di Palazzo Marino. Per questo motivo, l’organo di controllo di tale società (la commissione consiliare società partecipate) in Consiglio Comunale è sempre stato tenuto da un membro appartenente all’opposizione.

Sembrerebbe quanto meno logico, se non politicamente corretto o addirittura doveroso, che il rappresentante di un’istituzione politica coinvolta nella gestione di tale organo sia attribuito a un membro dell’opposizione. In Zona 9 però così non è stato, e l’incarico è stato affidato alla consigliere Sel Anna Maria Santoiemma. Durante la seduta molte sono state le proteste dell’opposizione, che ha pure proposto ben quattro candidati tra i propri membri per ovviare a quello da loro ritenuto un’“occupazione abusiva di potere”.

È rimasto anche lo spazio poi per un ulteriore colpo di scena: la consigliere Santoiemma ha anche ammesso di fare già parte della commissione mensa. A nulla sono valse le proteste dei partiti di opposizione: la consigliere di Sel a termine serata si è ritrovata a ricoprire il doppio ruolo di controllore e controllata, di rappresentante e rappresentata.

Un risultato che ha lasciato sconcertata l’opposizione di Zona 9: “Trovo vergognosa la nomina di Anna Maria Santoiemma come rappresentante zonale nella commissione mensa – dichiara il capogruppo di Ncd di Zona 9 Federico Illuzzi – Lei già da 10 anni fa parte della commissione mensa della sua scuola come genitore svolgendo già una funzione “cittadina” di controllo. Ora fa parte dell’organo di controllo delle mense come rappresentante politico di zona. Controllo svolto su una società interamente gestita dalla maggioranza che governa la città, che, per dirla in soldoni, se la canta e se la suona. Ciò che è più fastidioso – conclude Illuzzi – è questa gestione dispotica e arrogante del potere, alla faccia della partecipazione tanto sbandierata da Pisapia in campagna elettorale”.

Anche la Lega non ci sta: “Questo modo inusuale e istituzionalmente scorretto – dichiara Andrea Pellegrini, consigliere leghista di Zona 9 – di scegliere le candidature di ruoli che dovrebbero rappresentare ed esprimere la condivisione di tutte le forze politiche, o per lo meno essere frutto di mediazione con le opposizioni, sono state DECISE nelle stanze ‘segrete‘ del palazzo dopo interminabili riunioni tra i partiti di maggioranza per trovare la quadra degli equilibri interni. Alla fine ha prevalso l’interesse di ‘bottega’ e senza minima vergogna la maggioranza di sinistra ha fatto prevalere le proprie decisioni, non sono valse le legittime e motivate proteste delle opposizioni che reclamavano legittimo rispetto e condivisione nella scelta dei candidati per le nomine” così il consigliere leghista.

Un’arroganza dei numeri, un mancato rispetto delle regole democratiche è ciò che viene denunciato dall’opposizione. Un singolo episodio, forse piccolo nell’entità, ma che mette in luce il sistema di gestione del potere e dell’amministrazione comunale impostato dalla maggioranza di centrosinistra che governa Milano.

Gabriele Legramandi

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