MILANO, LE CASERME VANNO AI ROM. Questa la decisione della giunta Pisapia per gli edifici di viale Suzzani e viale Forze Armate

I Rom, come noto, sono da sempre al centro delle preoccupazioni della Giunta Pisapia, che con tavoli, consulte ad hoc, convegni e azioni politiche ha sempre puntato affinchè le popolazioni nomadi abbiano un luogo degno di essere abitato da loro. L’ultima loro idea è di destinare alla permanenza dei nomadi delle caserme messe in vendita dal ministero della Difesa: la caserma Goffredo Mameli di viale Suzzani e la Piazza d’Armi di viale delle Forze Armate. La motivazione è ciò che negli ultimi mesi è ormai diventato il giustificativo a tutte le decisioni semi-serie di questa Giunta, a partire dalla realizzazione di una moschea: EXPO 2015, e la “dignità” con cui dovremo accogliere i 20 milioni di visitatori in città. Per questo, ora i Rom stabilitisi in campi assolutamente fuori controllo sono diventati non certo un vanto per la Giunta, che vede nella relegazione in periferia una soluzione per non turbare la permanenza dei visitatori internazionali.

La prima caserma, quella di viale Suzzani, è già da maggio scorso al centro delle polemiche politiche e delle proteste dei cittadini: poco meno di un anno fa infatti l’assessore Marco Granelli aveva annunciato la presa in carico di caserme dismesse per ospitare i Rom presenti in città, “come la Mameli di viale Suzzani” aveva precisato l’assessore. Ciò preoccupò non poco gli abitanti della zona e alcuni consiglieri leghisti, che presentarono in Comune (il consigliere comunale Massimiliano Bastoni) e al consiglio di Zona 9 (consigliere Andrea Pellegrini) interrogazioni in proposito, ottenendo come risposta che gli scambi col ministero erano in corso, a luglio, ma “non sono giunti ancora ad una conclusione e ad oggi – sempre a luglio – non è stato definito l’utilizzo specifico di alcun area”.

Ora invece il Comune sembra avere le idee chiare sull’utilizzo di quelle aree, che il ministero è disposto a cedere in vendita, in permuta a privati oppure in concessione gratuita agli enti territoriali. “il Comune ha già pre­sentato i progetti per averle – ha spiegato l’assessore alla Sicurezza e coesione sociale Marco Granelli – ci hanno lavorato i tecnici del mio settore e dell’Urbanistica. In vi­sta di Expo 2015, ma ancora pri­ma quest’anno per il semestre Ue, non possiamo presentare ai visitatori una città con tutte le situazioni di campi abusivi sparsi che conosciamo, biso­gna trovare nuovi spazi anche per i senzatetto”. Se però saranno entrambe per clochard o entrambe per i Rom ancora non è chiaro: “ci metteremo d’accordo con il mio collega al Welfare Pie­francesco Majorino” ha detto l’assessore Granelli. Ma c’è una terza struttura a cui guarda il Comune, il Cie di via Corelli, il centro di identificazione ed espulsione dei clandestini a due passi da Linate. Anche in questo caso riferisce Granelli: “Abbiamo già chiesto al prefet­to Paolo Tronca di fare pressing sul governo perchè lo trasformi in Centro di accoglienza”.

Un ultimo commento sul campo di via Idro, completamente fuori controllo, dove pochi giorni fa si è verificata l’ennesima maxi rissa: “Quel modello – ammette Granelli – è stato fallimen­tare, stiamo collaborando con le forze dell’ordine perchè sia­no arrestati i criminali. Ma non devono tornare lì a scontare i domiciliari, l’ho fatto presente. Superata l’emergenza,via Idro­ diventerà villaggio solidale”.

In vista di EXPO 2015 quindi tra gli obiettivi del Comune rientra il dare una degna accoglienza a Rom e nomadi, se in periferia ancora meglio.

Gabriele Legramandi

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