MILANO, LA GIUNTA NON SANZIONA I CINESI. Gallera difende i milanesi

Sono lontani i tempi in cui la Giunta Moratti si adoperava per mantenere l’ordine e la legalità nella chinatown di via Paolo Sarpi senza farsi condizionare dalle reazioni – anche violente – della comunità cinese che la abita. Di quanto fatto è rimasto ben poco e pur rimanendo in vigore le regole che furono approvate allora, sono in gran parte disattese senza che vi sia nessun intervento da parte delle autorità. 

 L’altra sera, per affrontare il problema della convivenza fra asiatici e italiani che risiedono nel quartiere presso l’Hotel Hermitage di via Messina sii è svolta un’assemblea del comitato Vivisarpi cui erano presenti gli assessori Majorino e Granelli. Una partecipazione non facile la loro viste le numerose e vibranti contestazioni di cui sono stati fatti segno dai residenti che lamentavano l’assenza di azioni volte a alleviare il loro disagio da parte della giunta Pisapia.

Chinatown-Milano-300x207Sulla questione è intervenuto Giulio Gallera, coordinatore cittadino di Forza Italia: “Pochissimi i vigili presenti nell’area di Paolo Sarpi – denuncia Gallera –  e ancora meno le contravvenzioni elevate ai moltissimi grossisti cinesi che non rispettano gli orari per il carico/scarico e continuano a rendere invivibile la zona. Forza Italia, quando governava, aveva messo in campo numerose e rigide misure per rendere difficile la vita ai grossisti”.

“Ricordiamo anche che tutto ciò aveva portato ad una furiosa guerriglia tra i negozianti cinesi e la polizia locale. Oggi, invece, registriamo un inaccettabile arretramento della pressione delle forze di polizia locale e un’insostenibile inattività da parte del Comune. Forza Italia, oggi come allora, sta dalla parte dei residenti di Paolo Sarpi – conclude Gallera – e presenterà nei prossimi giorni un’interrogazione al Sindaco per sapere che fine hanno fatto tutti i progetti finalizzati alla delocalizzazione del commercio cinese all’ingrosso in aree più idonee”. 

Anche in questa situazione l’amministrazione fa sfoggio dell’italofobia che la induce a tartassare i milanesi anche per la più piccola infrazione, mentre concede tutto senza fiatare a tutte le comunità straniere che vivono in città.

La Critica

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