MILANO, FAMIGLIE TARTASSATE. Colpiti i bambini, Pisapia tradisce la sinistra su scuola e sociale

Novità notevoli per quanto riguarda i servizi di pre-scuole e giochi serali. Purtroppo non positive, per i genitori. Il servizio si propone di curare i bambini prima e dopo gli orari di apertura e chiusura delle scuole primarie milanesi, nei casi in cui i genitori, entrambi lavoratori, non possono far fronte agli orari scolastici. Un servizio importante quindi, e fondamentale per molte famiglie milanesi.

Prima novità: la richiesta per l’iscrizione potrà essere effettuata solo on-line, dal 20 giugno al 10 luglio. Novità notevole, che potrebbe complicare non poco l’iscrizione per molti genitori, che per una ragione o per l’altra possono avere difficoltà con l’accesso a internet. Anche accedendo on-line, in ogni caso, il portale del Comune di Milano non è certo dei più fruibili, senza parlare di guasti e rallentamenti vari.

Seconda novità: la tassa di iscrizione è raddoppiata. Se prima i due servizi di pre e post scuola avevano una tassa d’iscrizione complessiva di 26 euro, ora 26 euro servono per iscriversi ad ogni servizio. A questi poi vanno aggiunti i contributi mensili per la frequenza, di 10 euro per il pre-scuola e 16 per il post. Altri 26 euro mensili.

In più, i contributi di frequenza dovranno essere versati in anticipo per almeno 4 mensilità. Se il bambino salterà un mese intero del servizio, l’iscrizione sarà da ritenersi decaduta e sarà necessario versare di nuovo la tassa. Poi ancora, i contributi di iscrizione prima erano unici, indipendentemente dai figli iscritti, ora sono da considerarsi rispettivi per ogni figlio.

Proviamo a fare un po’ di conti: una famiglia con due figli a carico, nel caso di pre e post scuola per entrambi, al momento dell’iscrizione dovrà versare 104 euro di tassa di iscrizione più altri 104 euro per il primo figlio e 52 per il secondo, essendo introdotta la riduzione del 50% dal secondo figlio in poi. In totale 260 euro. Se i figli fossero tre 364 euro, per quattro 468 e così via. Senza contare i mesi successivi. Una mazzata per le famiglie numerose, e non solo per loro.

Molti sono i genitori che hanno scritto irritati al Comune di Milano, ce lo segnala Andrea Pellegrini, consigliere leghista in Zona 9, che attraverso il suo sito “Fare Bicocca” ha raccolto alcune mail pervenutegli dai genitori. Alcuni di questi si dichiarano anche elettori di Pisapia, e criticano al sindaco proprio questa mossa non proprio democratica: “Da un’amministrazione di sinistra, che ho anche votato, mi sarei aspettata una maggior attenzione per le famiglie, un maggior accorgimento alle politiche sociali” dice infatti una mamma.

Una scelta politica che andrà a penalizzare mole famiglie, mettendo a dura prova le famiglie più numerose. Se anch’io fossi “di sinistra” avrei preferito che il sindaco Pisapia allineasse le quote con gli indici ISEE di ciascun reddito, secondo il sacrosanto principio di equità. Invece una volta di più vengono colpiti indiscriminatamente tutti i cittadini milanesi.

Io però aderisco a un altro sistema di pensiero politico, non ho votato Pisapia, e questo aumento mi sembra solo l’ennesimo colpo inferto alla famiglia da parte della giunta arancione. Non solo, nonostante tutte le tasse che Pisapia non manca di aumentare ogni anno ci ritroviamo ancora di fronte a un aumento tariffario, l’ennesimo della giunta del rinnovamento. Due anni sono lunghi, chissà quanti altri aumenti dovremo subire.

Gabriele Legramandi

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