MILANO, CASERMA MAMELI: “CONTRORDINE COMPAGNI”. Granelli: “Destinata ai Rom”. Uguccioni, presidente Zona 9, nega. I cittadini chiedono chiarezza

“In vi­sta di Expo 2015, ma ancora pri­ma quest’anno per il semestre Ue, non possiamo presentare ai visitatori una città con tutte le situazioni di campi abusivi sparsi che conosciamo”. Queste le parole pronunciate da Marco Granelli in uno dei momenti del viaggio milanese del ministro Kyenge, qui per parlare d’integrazione, individuando come destinazione per i nomadi presenti in città 2 caserme  dismesse che il ministero della Difesa ha messo a disposizione anche in concessione gratuita agli enti locali: la Piazza d’armi di viale Forze Armate e la caserma G. Mameli di viale Suzzani. “Il Comune ha già pre­sentato i progetti per averle – ha infatti precisato l’assessore alla Sicurezza e coesione sociale Marco Granelli – ci hanno lavorato i tecnici del mio settore e dell’Urbanistica”.

Le parole dell’assessore hanno fatto il giro del web e non solo, preoccupando non poco in particolare i cittadini di Niguarda, residenti nella zona intorno viale Suzzani, che già erano in allerta per parole simili pronunciate dall’assessore a maggio scorso. Ieri pomeriggio però a placare le polemiche e a rassicurare i più preoccupati sono arrivate le parole della presidente di Zona 9 Beatrice Uguccioni, PD, che in una mail a tutti i consiglieri di Zona, molti di essi già attivatisi per fare chiarezza sulla questione assicura: “La caserma Mameli  attualmente non è tra le strutture e le aree interessate da eventuali progetti a favore delle comunità Rom”.

Più che rassicurare, questa comunicazione getta ancora più confusione su una vicenda già di per sè, eufemisticamente, opaca: se l’assessore da un lato si vanta col ministro Kyenge del proprio progetto d’integrazione dei Rom, dall’altra il presidente di Zona smentisce categoricamente le sue parole. Un’ombra poi nella comunicazione del presidente Uguccioni è costituita da quell’“attualmente”, che di fatto non esclude un progetto del genere per la caserma in futuro.

Proprio queste perplessità sono al centro del commento che fa della vicenda il consigliere comunale leghista Massimiliano Bastoni, già autore di un’interrogazione (presentata il giugno scorso) sulla stessa area e pronto con una nuova interrogazione dopo quest’ultima querelle: “Si mettano d’accordo, c’è qualcosa che non va se l’assessore dice che ci sono progetti e la presidente dichiara il contrario. Presenterò un’interrogazione per capire chi dice la verità e chi no, qualcuno non la racconta giusta”.  “Da quel che so – continua il consigliere Bastoni – anche i cittadini sono sul chi va là, sono pronti anche a scendere in piazza a manifestare il loro dissenso se veramente sarà questa la scelta della Giunta”.

Ma non è solo la Lega ad esprimere perplessità sulla questione, anche il Nuovo Centrodestra cerca di fare chiarezza, e lo fa col suo capogruppo in Zona 9, Federico Illuzzi: E’ una bella notizia che la presidente di zona smentisca categoricamente le affermazioni di Majorino e Granelli, che evidentemente non vengono considerate attendibili”. Questo il suo commento, e sottolinea anche un’altra questione, a parole da sempre molto importante per la coalizione guidata da Giuliano Pisapia: “E’ necessario che venga ascoltata la cittadinanza, vero assente in questo dibattito”.

Chi invece sulla caserma di viale Suzzani conduce una battaglia personale ormai da mesi è Andrea Pellegrini, consigliere leghista di Zona 9: “Ecco che allora le paure dei cittadini del quartiere avevano ragione d’essere” commenta. “Quantomeno strano che un presidente di Zona smentisca le parole di un assessore, è talmente strano che temo ci sia qualche cosa sotto”.

Intorno a questa nebulosa di dichiarazioni, interrogazioni, risposte, smentite e polemiche, in questo sovrapporsi di assessori, presidente di Zona, consiglieri comunali e di Zona non possiamo che auspicare una risposta definitiva degli assessori di competenza Granelli e Majorino: sia chiarito una volta per tutte quali sono i progetti della Giunta su quell’area, e se intendano o meno sentire il parere dei cittadini residenti prima di qualsiasi decisione, ricordandosi di quella “partecipazione” tanto proclamata in campagna elettorale tre anni or sono.

Gabriele Legramandi

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