MILANO, ARCIMBOLDI A RISCHIO CHIUSURA. Gallera (FI) svergogna la giunta

Dopo la breve ma dannosa occupazione subita dal Lirico abbandonato a se stesso dalla giunta, probabilmente ora toccherà all’Arcimboldi patire le conseguenze dell’immobilismo degli arancioni.

Giulio Gallera, Coordinatore cittadino di Forza Italia spiega: “È assolutamente vergognoso il modo in cui Pisapia e la sua giunta stanno gestendo tutta la faccenda che riguarda il Teatro Arcimboldi, il Teatro più importante non solo di Milano, ma uno dei più importanti e frequentati in Italia che con 300mila visitatori annui è secondo solo al Sistina di Roma”.

“Questa eccellenza della nostra città oggi è chiusa – continua Gallera – a causa dell’assoluta incapacità e inerzia del Comune che a pochi mesi dall’inizio della nuova stagione si ritrova con un teatro senza una programmazione. Alcuni mesi fa il Comune ha proposto un bando per l’individuazione di un gestore privato del teatro, un bando che però appare inadeguato e lacunoso”.

Ad esso si sono, difatti, presentati solo due operatori, di cui uno, la Pomeriggi Musicali, è una Fondazione a partecipazione pubblica (Soci fondatori sono la Regione Lombardia, il Comune di Milano e la Provincia di Milano), per di più con uno Statuto tutt’oggi ancora contra legem perché non è mai stato adeguato, e con la possibilità, di operare esclusivamente in regime di ordinaria amministrazione. La Fondazione, invece, attraverso un atto di straordinaria amministrazione, insieme alla Pomeriggi Musicali srl, di proprietà al 100% della Fondazione, ha partecipato al Bando indetto dal Comune di Milano per l’assegnazione della gestione del Teatro degli Arcimboldi.

A tutto questo pasticcio si è aggiunto il ricorso al Tar di un terzo operatore interessato all’Arcimboldi a cui evidentemente il bando non è apparso chiaro, che bloccherà tutto ancora per mesi.

“Il risultato è assolutamente disastroso – conclude Gallera –  e sta mettendo seriamente a rischio la stagione 2015, fondamentale perché in concomitanza di Expo, del teatro più importante di Milano per la sua capacità di ospitare 2500 persone, unico in città, e per la flessibilità nella programmazione che altri teatri non offrono. In occasione, dunque, dell’evento più importante a livello mondiale che ospiteremo esattamente tra poco meno di un anno, Milano si vedrà costretta a offrire una proposta culturale improvvisata e non strutturata”.

Niente male per un amministrazione che tre anni fa prometteva di mettere la cultura al centro della propria attenzione.

La Critica

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