MILANO, ANCORA TENSIONI NELLE CASE POPOLARI. Da lunedì subentrerà il Comune con Mm: la sinistra ce la farà?

Nella lotta contro le occupazioni abusive continuano le iniziative dei comitati per la casa, decisi a contrastare ogni operazione di sgombero portata avanti dalle Forze dell’Ordine. In parallelo cresce il nervosismo della Giunta di sinistra, per una situazione ormai esplosa e sfuggita al loro controllo, soprattutto in vista del passaggio settimana prossima della gestione di quasi 30.000 appartamenti da Aler a Mm, municipalizzata del Comune di Milano.

Ieri, con lo slogan ‘casa per tutti’, i comitati per il diritto alla casa, spesso composti da personaggi dei centri sociali e dell’area antagonista milanese, hanno organizzato una serie di mobilitazioni diffuse in tutti i quartieri: da Baggio al Giambellino, da Molise-Calvairate a Ponte Lambro, Corvetto, Niguarda.

“Assegnare subito le 10 mila case sfitte e riscaldate, sanatoria per gli occupanti per necessità (articolo 34 comma 8), basta svendita del patrimonio pubblico (articolo 3 piano casa Lupi-Renzi)”: queste le richieste del comitato abitanti San Siro che ieri sera ha organizzato una fiaccolata da piazza Selinunte, una delle 10 iniziative organizzate dai comitati per la casa. “Invitiamo gli abitanti, le mamme, le maestre, i bambini, le associazioni, i lavoratori, gli affezionati, chi si sente solidale, a partecipare – scrive il comitato abitanti San Siro -: per non sentirsi soli, per non avere paura, per fermare questi sgomberi disumani, per costruire insieme un quartiere più vivibile e più giusto”.

Circa sulla stessa linea si attesta il consigliere Mirko Mazzali, capogruppo di Sel in Consiglio Comunale: “C’è di tutta evidenza qualcosa che non funziona nelle modalità di sgombero che in questi ultimi giorni vengono effettuate – denuncia il consigliere -. Tutto questo è anche forse il frutto di annunci fantasmagorici di numeri di sgomberi da effettuare che hanno alzato la tensione e oggettivamente determinato la situazione attuale che si verifica quotidianamente . Non pare chiaro il criterio di scelta degli immobili da sgomberare, si annunciavano gli sgomberi delle occupazioni in flagranza , si individuava la priorità di intervenire su situazioni che creano tensioni nel quartiere e poi si opera su famiglie con mamme giovani con bambini in tenera età”.

Rosaria Iardino (Pd), Consigliere comunale a Palazzo Marino, Vicepresidente della Commissione Sicurezza, si schiera invece a fianco degli inquilini regolari, esprimendo “rammarico e forte sgomento” per quanto avvenuto mercoledì in via Tracia, nel quartiere di case popolari Aler, durante lo sgombero di una famiglia che occupava abusivamente un appartamento. La famiglia, prima sgomberata, è immediatamente rientrata con l’aiuto dei centri sociali.

“È scandaloso che possano succedere cose del genere” dice Rosaria Iardino, che di seguito aggiunge: “L’appartamento doveva essere vigilato una volta sgomberato, perché questo non è stato fatto? Sono allibita per come è stata gestita quest’operazione. Gli ispettori dell’Aler hanno fatto tutto quello che era in loro potere? Le forze dell’ordine hanno pienamente rispettato il loro mandato? Chiedo a Regione Lombardia di iniziare a gestire con maggior serietà il dramma che nei quartieri popolari si sta vivendo, dove gente onesta che paga regolarmente l’affitto a questo punto è costretta a subire oltre al danno la beffa degli sgomberi che non funzionano e sono solo parate utili per la stampa”.

Sempre a San Siro un altro comitato, quello di quartiere, chiede invece più decisione contro gli occupanti abusivi “Siamo allibiti e sconcertati per quanto accaduto in via Tracia” dicono dal Comitato di quartiere di San Siro, sempre relativamente all’appartamento rioccupato appena dopo lo sgombero. “Pare che noi famiglie oneste non riusciamo a fare notizia – continuano dal comitato – e tanto meno ad avere una risposta concreta alle nostre denunce. Oramai siamo preda dagli occupanti abusivi, dai quali subiamo qualsiasi tipo di angheria e sopruso, dal non pagamento delle bollette e delle spese generali, alle continue minacce se proviamo a denunciare. Ma quello visto mercoledì ha del paradossale. Non era così che ci aspettavamo che questa campagna di sgomberi venisse organizzata; non era di iniziative pubblicitarie, tanto per far vedere che qualcosa si fa, di cui abbiamo bisogno, ma di risposte certe e decise, che riportino legalità e diritti nei quartieri popolari Aler, che dopo i fatti di ieri è noto a tutta Italia che sono lasciati soli a gestire il loro dramma e il loro disagio”.

In questo quadro difficile di tensione lunedì prossimo ci sarà il passaggio di gestione degli alloggi popolari da Aler a Mm, azienda di proprietà del Comune di Milano. Nella maggioranza di sinistra è nota la difficoltà ad affrontare gli sgomberi, come queste dichiarazioni sopra riportate dimostrano. Da un lato c’è una forte richiesta di legalità, che segue le esigenze degli inquilini regolari, stanchi di subire le violenze dei racket criminali che gestiscono gli alloggi vuoti. Dall’altro la vicinanza, antica o recente, di alcuni esponenti della maggioranza a quei gruppi antagonisti che in questi giorni stanno contrastando il lavoro di sgombero delle Forze dell’Ordine, sia con la violenza sia con l’aiuto agli inquilini sgomberati per rientrare negli alloggi. Vicinanza ideologica, figlia dell’indirizzo impresso chiaramente all’inizio del mandato Pisapia, tra gli altri, dall’ex assessore alla Casa Lucia Castellano, che parlò apertamente della legittimità dell’occupazione in caso di necessità.

In questo contesto, il passaggio a Mm della gestione degli alloggi popolari sarà un momento cruciale, non solo per l’edilizia popolare ma anche per la maggioranza di sinistra che amministra Milano.

Gabriele Legramandi

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