MILANO, 3 GIORNI DI FESTA PER IL CARNEVALE: MA CHI PAGA? La Giunta annuncia ben 130 eventi in tutta la città, tra clown e sfilate multietniche

Come da prassi, quando la sinistra si ritrova in difficoltà nel consenso coi cittadini, ossia quando  i loro metodi amministrativi iniziano a portare i loro frutti negativi alla cittadinanza, scatta il party.

Di per sé sarebbe un momento qualitativamente ottimo, occasione per fruire pienamente la città anche nei giorni di festa insieme a tutta la cittadinanza, ma dopo che solo lo scorso weekend è stata celebrata l’inaugurazione delle 2 nuove fermate della metropolitana lilla (voluta e realizzata da Letizia Moratti, ricordiamolo) con 2 giorni di festa per tutto il quartiere dell’Isola, dopo questi due giorni si annuncia che dal 5 all’8 marzo ci saranno 3 giorni di grande festa, bè, è lecito chiedersi se tutto ciò non sia un po’ troppo.

Da mercoledì a sabato di questa settimana saranno ben 130 gli eventi, che si susseguiranno in 17 luoghi della città occasione il Carnevale Ambrosiano: il fulcro sarà la Grande Sfilata del pomeriggio del Sabato Grasso per le vie del centro cittadino, e come gli anni scorsi il corteo dei carri e le maschere verrà realizzato in collaborazione la Fondazione Diocesana per gli Oratori Milanesi, che quest’anno avrà come tema “Sportissimissimi.it”, riferendosi alla ricorrenza storica dei 100 anni del CONI. Ci sarà poi il Gruppo Renzo e Lucia con il tipico costume dei contadini della Brianza, con attrezzatura varia da lavoro e musica dal vivo. Arriverà poi il turno della Compagnia teatrale Piccolo Nuovo Teatro con una esibizione dal titolo “Quartetto esagerato”, 4 trampolieri più una macchina scenica musicale a spinta. Fin qui una giusta continuità con la tradizione.

Poi il consueto tributo all’ideologia multiculturalista, con la sfilata di diversi gruppi etnici presenti in città, che curiosamente denota la strana opinione che la giunta Pisapia ha dei costumi locali, facendoli sfilare nella festa di Carnevale… dopo di essa, un’enigmatica parata che l’assessore allo Sport e Tempo Libero definisce “delle Quote Rosa”.

Un momento della conferenza stampaSempre sabato il cortile di palazzo Marino sarà aperto per i bambini, con momenti spettacolo e performance di piccolo circo, che coinvolgeranno i bambini nell’esperienza teatrale, anch’essa molto amata dalla Giunta, dell’arte di strada, con l’aiuto di una truccatrice.

In molti altri luoghi della città nei prossimi giorni verranno realizzati spettacoli e performance per i bambini, in virtù soprattutto di una collaborazione avviata col Milano Clown Festival, oltre che con altre associazioni, e il suo storico direttore artistico Maurizio Accattato, in arte Morris.

Un tale dispiegamento di mezzi e clown fa sorgere un dubbio più che naturale: chi paga tutto ciò? Gli eventi per i cittadini saranno gratuiti, ma tra sfilate e parate di Clown in occasione del Milano Clown Festival è lecito chiedersi quanto sia la quota finanziata dal Comune. A sollevare la questione costi è il vicepresidente del Consiglio Comunale per Fratellid’Italia-Alleanza Nazionale Riccardo De Corato: “Vorremmo essere informati sul costo di questa operazione per i contribuenti di Milano” chiede, e poi commenta: “Personalmente dubito che un evento come il Milano clown festival, possa non avere alcun costo per i milanesi”. Nonostante la grande profusione in pubblicità e promozione di questi eventi, “nulla ci dice – la giunta – sul costo effettivo di questa tre giorni per le casse comunali”.

In attesa di una risposta dal Comune, non ci resta che sperare che non sia l’ennesimo rimborso politico ed economico ad associazioni amiche. Peraltro ci piacerebbe vedere sfilare sui carri, tra la parata delle etnie e quella delle Quote Rosa, anche quella delle tasse e degli aumenti introdotti da Pisapia, ma probabilmente non basterebbero 3 giorni.

Gabriele Legramandi

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