MIGRANTI: ACCORDO TRA UE E TURCHIA

“Le porte possono anche essere sbarrate, ma il problema non si risolverà, per quanto massicci possano essere i lucchetti. Lucchetti e catenacci non possono certo domare o indebolire le forze che causano l’emigrazione; possono contribuire a occultare i problemi alla vista e alla mente, ma non a farli scomparire”. Queste le parole, attuali, del sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman, che descrivono ampliamente il terribile fenomeno dell’immigrazione clandestina. Esseri umani che fuggono dai loro paesi con la speranza di arrivare in Europa e migliorare le loro vite. Volti senza un nome, che ogni volta vengono ripresi da telecamere dentro a dei barconi che simboleggiano la speranza di arrivare sani e salvi.
Se ne parla molto, si sentono spesso discorsi retorici dei politici europei e non che si accusano a vicenda su questa emergenza umanitaria. Tutti noi dopo aver visto certe immagini, finiamo poi col dire semplicemente “Poverini, che tragedia”.
Proprio per questa tragedia, sono stati convocati numerosi vertici, e solo ora si pensa di essere arrivati ad un primo accordo, con la Turchia. Infatti venerdì 18 marzo, i 28 leader dell’Unione Europea hanno approvato un testo che discuteranno con la controparte turca.
Il testo dell’accordo prevede che l’Europa rispedirà in Turchia gli illegali arrivati in Grecia. In cambio, con un tetto massimo di 72 mila, i paesi europei accoglieranno un siriano per ogni illegale espulso, prendendolo dai campi profughi di Ankara.
Tutto ciò perché così si pensa di scoraggiare l’attraversamento dell’Egeo dai paesi in guerra.
L’accordo prevede, inoltre diversi punti: l’Unione Europea non farà espulsioni collettive e verranno valutati i casi singolarmente. La data di inizio di questa iniziativa partirà dal 21 marzo, quindi chiunque debba arrivare in Grecia da lunedì verrà sottoposto alle nuove direttive.
Altro punto è che l’Europa non andrà oltre con i pagamenti; ai tre miliardi già stanziati non ne verranno aggiunti altri.
Infine l’UE si impegnerà a procedere rapidamente con l’adesione della Turchia.
Intanto il Presidente Turco si fa sentire a distanza «L’Europa dovrebbe analizzare la sua situazione in materia di migranti, prima di dire alla Turchia che cosa fare» aggiungendo che la Turchia accoglierà critiche solo nel momento in cui queste siano giustificate e conclude affermando che il suo paese ospita già tre milioni di migranti. «Quelli che non trovano spazio per una manciata di rifugiati, che nel mezzo dell’Europa tengono questi innocenti in condizioni vergognose, dovrebbero prima guardare a se stessi».
Anche il premier italiano Renzi avverte che questo accordo con la Turchia farà da precedente, poiché ciò che vale per Ankara dovrò valere per tutti gli altri paesi per cui si attendono numerosi sbarchi.
Ma tutto ciò servirà a risolvere alla radice il dramma delle persone in fuga che cercano di arrivare in Europa? Jane Waterman, direttrice dell’International Rescue Committee britannico pensa che “La proposta di accordo con la Turchia, nella sua forma attuale, rischia di spingere le persone nelle mani di contrabbandieri e trafficanti su rotte sempre più pericolose, mentre è ancora possibile controllare i confini senza trascurare gli obblighi legali e morali di base. L’Unione Europea ha la capacità di gestire questa situazione in maniera umana ed efficace, ma deve dimostrare il necessario coraggio e volontà politica. E’ il momento di pensare a proteggere le persone, non a difendere i confini”.

 

Tea Bonica

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