MELOGRANO: Salute, Santità e Fertilità

Il melograno, il cui nome deriva dal latino malum (mela) e granatum (con semi),l’altro nome del melograno che era malum punicum (mela punica, quindi proveniente dall’Africa settentrionale).
Il succo di melograno è un concentrato di sostanze antiossidanti che proteggono l’organismo dai danni alle cellule, dovuti allo stress ossidativo e da quelli provocati al sistema cardiovascolare da colesterolo e diabete.

Benefici e proprietà naturali

Il melagrano è un frutto contenente dei semi chiamati anche chicchi, dai
quali si può ottenere il succo spremendoli meccanicamente, cosi da realizzare una miniera di vitamine A, complesso B, vit. C e di tannini dalle proprietà antiossidanti, astringenti, toniche e rinfrescanti, in grado di rallentare il processo ossidativo. In particolar modo l’acido ellagico, l’acido gallico, principi attivi che vantano proprietà antinfiammatorie, antiallergiche, vasoprotettrici e gastroprotettive, rallentano la digestione dell’amido contenuto negli alimenti come pane, pasta, patate, riducendo perciò l’assorbimento di glucosio e la sua conseguente liberazione nel sangue.

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I fattori che causano lo stress ossidativo e il conseguente aumento nel nostro corpo di molecole reattive, chiamate i radicali liberi, sono: l’esposizione a raggi UVA e UVB, all’inquinamento atmosferico, alle sostanze tossiche (come solventi, metalli pesanti, pesticidi, detergenti), la contaminazione delle acque, infezioni, un’alimentazione carente in minerali e vitamine e affaticamento psico-fisico eccessivo indeboliscono l’organismo e lo “invecchiano” prematuramente.

Quanto più frequenti sono queste manifestazioni, tanto più accelerato risulta l’invecchiamento dei tessuti della pelle (rughe, perdita di elasticità, macchie cutanee), degli occhi (cataratte, degenerazione maculare), del cervello (Alzheimer, degenerazione cerebrale), artrite e degenerazione muscolare, in quanto le cellule umane normali hanno un numero limitato di replicazione e alla fine entrano in uno stato di non-divisibilità, chiamato senilità ripetibile. In particolare, la degenerazione dei tessuti che compongono i vasi sanguigni può dare origine all’arteriosclerosi, un indurimento tissutale, o sclerosi, della parete arteriosa che compare con l’avanzare dell’età, come conseguenza dell’accumulo di tessuto connettivo fibroso a scapito della componente elastica. Una forma particolare di questo disturbo è l’aterosclerosi, caratterizzata da infiammazione cronica delle arterie di grande e medio calibro che si instaura a causa dei fattori di rischio cardiovascolare come fumo, ipercolesterolemia, diabete, ipertensione, obesità.

600 Chicci per fare un melograno


Molte credenze antiche richiamano il melograno come simbolo di invincibilità, come ad esempio i persiani.
Il melograno è simbolo di produttività e ricchezza perché contiene molti semi, all’incirca 600, per questo ha un’importanza sostanziosa nella religione ebraica. Considerato uno dei sette frutti della Terra Promessa, nella BIBBIA è citata molte volte. Il melagrana è stato assunto anche a rappresentare la santità per la tipica forma a corona del suo picciolo.

Il frutto del melograno, era sacro a Giunone

Il Melograno nella mitologia Greca e Romana

I suoi chicchi interni hanno richiamato la nascita e la fantasia nelle leggende e nei miti delle civiltà antiche, ispirandosi all’unione coniugale e alla fertilità, infatti, nell’antica Grecia era la pianta di sacra di Venere e Giunone, la dea protettrice dei matrimoni fecondi. All’epoca dell’Impero Romano, le spose sperando in un augurio di fecondità utilizzavano i rami dell’albero del melograno per intrecciare i capelli.

Simbologia Natalizia

Soprattutto in passato, nella notte di San Silvestro, regalare un melograno e consumarlo insieme alla famiglia era un simbolo di buon auspicio per il nuovo anno. Cosicché, in Italia, la maturazione avviene in autunno, ma è ottimo consumarlo nel periodo natalizio, poiché ha un lunga conservazione, garantendo i suoi sapori e benefici.

Madonna della Melagrana, Sandro Botticelli, 1487
Galleria degli Uffizi, Firenze

ARTE E CULTURA

Anche, il pittore Sandro Botticelli, ebbe all’epoca un forte ispirazione dalla melagrana, cosi da realizzare un dipinto racchiudendo i vari concetti di miti e leggende.

La melagrana che la Madonna e il bambino tengono in mano rappresentano la fecondità, abbondanza e regalità (poiché è un frutto con la coroncina), nonché dotato di grani rossi che, simili a goccioline di sangue, prefigurano il sacrificio di Gesù; inoltre simboleggia l’unità della Chiesa, per i chicchi che stanno tutti uniti nel guscio.

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Ragazza con melograno, William Bouguereau

A cura di
Manuel Gallo

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