Melagrana e i suoi prodigi: una storia antica e colta

di Martina Grandori

È uno dei frutti autunnali per eccellenza, promessa di felicità, simbolo di benessere, fertilità e resurrezione, corredato oggi dal titolo di superfood, il cibo miracoloso. 

È la melagrana, (purtroppo molto spesso viene chiamato erroneamente melograno, che invece è la pianta), stupenda bacca coriacea giallo-rossastra che ricorda una mela, all’interno racchiude i suoi succosissimi trilli rosso rubino, l’elisir più in voga come alleato di una pelle giovane per uomini e donne. 

La pianta di melograno è originaria dell’Asia sud occidentale, oggi diffusissimo anche in Italia dopo che i romani lo importarono al tempo delle tre guerre puniche, da qui il nome Punica Granatum. I latini, logici per eccellenza, lo chiamavano malum (mela) e granatum (con semi), ne esistono diverse varietà, dalle caratteristiche e dai sapori differenti, divise in zuccherine, agrodolci e acide. In Italia sono coltivate solo varietà dolci, fra le quali le più note sono la neirana, la ragana, la alappia e il dente di cavallo. Dalla scorza si estrae anche il miele, varietà appena acidula, ma con sostanze ad alta attività benefiche come l’acido ellagico.

Considerato uno dei più efficaci antiossidanti naturali, pieno di vitamina K e C, acido punico (nemico del cancro al seno) e fenoli. Anticamente (antico Egitto) già lo si consumava e il significato era la fecondità, l’abbondanza della prolificazione proprio per via dei 600 arilli che mediamente un frutto contiene, simbolo anche di produttività e perfezione divina. Da qui anche la tradizione di frutto da mangiare a fine anno o in occasioni speciali perchè porta buono. In ebraico (rimon) evoca l’elevazione (ram), ma evoca anche il prelievo (térouma) e i chicchi, per natura avvolti in quella sottile membrana, sono simbolo di coesione, compattezza.

Simbolo anche di correttezza ed onestà e secondo la religione ebraica, i semini all’interno del frutto sono 613 come 613 sono i precetti della Torah. Nell’antica Roma le spose avevano acconciature con melograno come auspicio di fertilità e prosperità, nella poesia persiana la melagrana evoca il seno, il succo, le labbra.

Il Melograno e l’arte

Albero antichissimo, che cresce su qualsiasi tipo di terreno, richiede pochissima acqua, ed insieme alla vite è icona degli alberi più antichi mai coltivati dall’uomo. La melagrana è simbolo di fertilità e passione, il suo succo assomiglia molto al colore del sangue e, se aperto, la forma che esso assume è una croce cristiana. E anche nell’iconografia della pittura cristiana è un soggetto frequente.

Fra i diversi legami, l’immagine della melagrana è legata per esempio al rapimento di Proserpina da parte di Plutone. Proprio in virtù di tali narrazioni, nel Medioevo divenne simbolo di resurrezione e iniziò a comparire nei dipinti di tipo sacro. In mano alla Madonna allude invece alla castità, Sandro Botticelli fra il 1481 e il 1485 nella Madonna del Magnificat, dipinge una Madonna con Gesù Bambino,  qui il rimando è doppio: castità e resurrezione.

Ma le virtù della melagrana sono ufficialmente ufficiali anche per i vari centri di ricerca nel mondo, che unanimi ne hanno riconosciuto le virtù, trasformandolo in superfood di largo consumo. Ma cosa contiene questo frutto magico? Ricco di acqua (78%), la melagrana ha un contenuto medio di carboidrati (13,5%), mentre quello lipidico e quello proteico risultano bassi. Buona la quantità di fibra (4%). “Numerosi sono i sali minerali (in primis ferro e potassio, ma anche zinco, manganese, rame, fosforo, magnesio, sodio, selenio e calcio), così come le vitamine, essendo presenti in quantità quelle del gruppo B, la A, la C (una sola melagrana può contenere fino al 20% dell’intero fabbisogno giornaliero), la E e la K. Inoltre, il frutto del melograno apporta benefici grazie a numerose sostanze benefiche e principi attivi, in primis diversi antiossidanti (è tra i frutti più efficaci in questo senso), come flavonoidi, acido ellagico e gallico, e quercetina che rallentano il deterioramento del collagene e la formazione dei radicali liberi e, di conseguenza, il cedimento dei tessuti e la formazione delle rughe.

L’azione naturalmente rigenerante, lo rende ottimo come base per prendersi cura di sé. Sotto forma di olio da massaggio per lenire la pelle, oppure aggiungendo alla normale crema per il corpo una decina di gocce di estratto (in erboristeria o farmacia); per migliorare i capelli sfibrati o con le doppie punte si mischia  sulle punte olio di cocco con qualche goccia di estratto di melagrana e si lascia in posa per 30 minuti.

Ovviamente ci si può prendere cura del proprio benessere anche bevendo, con estratti di melagrana: al bar o al supermercato, non si scappa, il succo è servito. E se poi si associa anche il fattore costanza nel tempo, sicuramente gli effetti saranno migliori.

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