MARCELLO È LIBERO! VIVA MARCELLO!

di Endimion

La scarcerazione di Marcello Dell’utri, e la fine dei domiciliari mercoledì scorso, non sono solamente una liberazione per lui ma un giorno di giustizia per tutti coloro che sono stati condannati senza un serio motivo.

Oggettivo capo espiatorio delle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi, Marcello Dell’utri è entrato in carcere, in regime d’isolamento, per un reato che non esiste nella Costituzione, creato ad hoc per un paio di casi, per capriccio di giudici corrotti e con il solo scopo d’intimidire il nemico giurato. Marcello è una persona giusta, retta, di sani principi, di una cultura immensa, buon padre di famiglia, che ha sostenuto un’azienda come Publitalia grazie alle sue capacità e alla collaborazione di uomini validi, ha contribuito a fondare il partito politico più importante e rivoluzionario degli ultimi trent’anne e, nel suo piccolo, ha fatto un pezzo di storia dell’Italia, forse la più bella dopo gli anni sessanta.

Dell’utri si merita di essere libero non solo perché innocente e attaccato da giudici ipercorretti, assettati di becero giustizialismo e comunisti, ma perché non ha fatto nulla e non ci sono prove concrete che lo incastrino; internare un uomo di quasi ottant’anni in regime di carcere duro è da schifosi vigliacchi, dargli l’opportunità sentire\vedere amici e familiari una volta a settimana è da stronzi, fargliela pagare per annientare il nemico Silvio Berlusconi è da codardi, rinchiuderlo da solo pur sapendo che ha un tumore è da ottusi, sottrarlo a moglie, figli e nipoti è da uomini senza cuore. Ma i giudici in Italia sono così, politicizzati e senza ritegno quando c’è da punire a destra.

A breve, un altro processo aspetta Marcello Dell’ultri, e non ci stupiremmo se alla sua veneranda età fosse ancora una volta punito con l’isolamento o in costrizione domiciliare; questo avvalorerebbe solo due concezioni: accanimento e giustizia politicizzata, oltre che spudoratamente a orologeria.

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