MAMMA GIADA: “SCIOPERO DELLA FAME FINO A QUANDO NON RIAVRÒ MIO FIGLIO”

di Giorgia Scataggia

Questa vicenda è l’ennesima prova di un sistema che funziona male.
Mamma Giada è talmente stanca di lottare ma, allo stesso tempo, talmente agguerrita, da arrivare a sopprimere un istinto primario quale quello di alimentarsi, pur di essere ascoltata, pur di poter riabbracciare il figlio. Ci ha raccontato la sua storia nel corso di un’edizione straordinaria di Radio Critical Break, organizzata eccezionalmente di Sabato, appositamente per lei.

“CHIEDO PROTEZIONE PER MIO FIGLIO, AFFIDATO AD UN VIOLENTO”

Mi aveva detto che mi avrebbe fatto vivere l’inferno, che mi avrebbe tolto mio figlio, che non me lo avrebbe più fatto vedere. Il mio ex marito, quando mi sono “permessa” di lasciarlo, è passato dalle minacce ai fatti” ha raccontato Giada.
“Mi ha minacciata di morte, mi ha aggredita davanti al bambino, terrorizzandolo, mi ha fatto di tutto e di più. Credo che se gli avessero concesso il porto d’armi, che fortunatamente non gli hanno dato avendolo trovato in possesso di stupefacenti, mi avrebbe davvero potuta uccidere. Quando ha capito che non poteva togliermi fisicamente la vita, ha trovato un altro modo. Ha colpito mio figlio, allontanandolo da me ed uccidendomi nell’anima.
Sono dieci anni che lotto. Le ho provate tutte, ho provato a denunciare, a non denunciare, ho scritto a tutte le istituzioni, ho provato a cercare accordi, ma tutto si è rivelato inutile. Ed ora sono qui, costretta a compiere un gesto estremo, nella speranza di venire aiutata. Uno sciopero della fame, per poter riabbracciare mio figlio, che per quattro anni ho potuto vedere solo per un’ora ogni quindici giorni e che non vedo da un anno e mezzo”.

UN PADRE CHE CHIEDE LA CASA FAMIGLIA PUR DI ALLONTANARE IL FIGLIO DALLA EX MOGLIE

Da Febbraio 2010 l’ex coniuge di Giada le ha praticamente dichiarato guerra: “Ha iniziato prima con false denunce, tutte archiviate. Abbiamo fatto una separazione consensuale, alla quale ho acconsentito nell’illusione di riportare la pace. Invece, il mio ex marito ha iniziato a chiedere modifiche delle condizioni, additandomi come pazza. Ha fatto ricorso in appello e lì, nel 2013, ha chiesto di inserire mio figlio in una casa famiglia. Anche in quel caso ha perso e la stessa Corte di Appello ha stabilito per lui un regime di incontri protetti. Mio figlio inoltre, è celiaco come me e deve seguire una dieta priva di glutine. Il mio ex, nonostante gli esami alla mano, non ha mai creduto alla mia celiachia e di conseguenza nemmeno a quella di mio figlio, accusandomi di avere fissazioni stupide. Ha così continuato a dare glutine al bambino, danneggiando la sua salute al punto di mettere a rischio la sua vita. Nonostante le sue richieste venissero puntualmente rigettate non si è arreso ed ha pensato bene di denunciarmi per abbandono di minore, abbandono assolutamente falso che si sarebbe verificato nel circolo sportivo presso il quale era iscritto mio figlio. Questa denuncia, pensata e studiata a tavolino nel contesto che c’è dietro ai tribunali, è arrivata alla Procura della Repubblica ed è stata immediatamente archiviata.
Ma al Tribunale dei Minori è stata emanata un’ordinanza con la richiesta di casa famiglia per mio figlio, utilizzando come motivazione proprio l’inesistente abbandono ed accusandomi di essere simbiotica e quindi, in pratica, di amare troppo mio figlio. Il mio ex marito è stato dichiarato violento da tutte le perizie, tanto che gli incontri, a suo tempo, furono sospesi. Ma alla fine, di fatto, i giudici hanno affidato a lui mio figlio, dopo 8 mesi di casa famiglia”.

LA PRASSI DEI SEQUESTRI ABUSIVI

Mamma Giada attualmente viene egregiamente difesa dall’avvocato Carlo Priolo, il quale ha rilasciato un’intervista per LaCritica, che verrà pubblicata nei prossimi giorni: “É uno scenario che si verifica ormai da decenni. I bambini vengono sequestrati abusivamente con modalità degne di una retata verso la malavita. Il sistema è sempre uguale. Nel caso della mia assistita la situazione è veramente incredibile, in quanto nessuno ci ha mai dato torto, abbiamo tutto dalla nostra parte. Eppure, il bambino le è stato tolto”.

Noi de La Critica ci auguriamo che Giada possa ottenere qualcosa prima di danneggiare la propria salute e le daremo tutto l’aiuto possibile.

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