MA QUANTO ROSICA Il Fatto Quotidiano?

di Stefano Bini

Una delle poche firme che trovo intelligente all’interno de Il Fatto è Giuseppe Candela; sarà che tratta di spettacolo, ma dai suoi post\articoli traspira una passione fuori dal comune, sempre attento a sottolineare differenze, sfumature, “zero vergola” in maniera accurata, talvolta maniacale. Con lui, non sono mancate divergenze ma, essendo della medesima generazione, un discorso semilogico riusciamo a farlo; ovviamente, pur restando ognuno nelle sue posizioni.

Al dì la di Marco Travaglio e Andra Scanzi, ospitati solo da gente che la pensa come loro e oramai firme bollite, quello che dà più fastidio di questo quotidiano in decadenza di linea editoriale e di vendite è il fatto che raccontino delle autentiche bugie; nello specifico, quando si tratta di Silvio Berlusconi e le sue aziende, ci va giù duro, non capendo che più attaccano un potere falsificando una news e più questo sale nei vari sondaggi, tra la stima della gente, in autorevolezza. Al giornale attuano un giornalismo vecchio, stantio, ripetitivo, che prende leggera vita solo con le notizie di spettacolo e le curiosità del sito web, diretto dal buon Peter Gomez, unica mente aperta tra una massa eterodiretta di grillini allo sbando.

Forse per partito preso, o probabilmente per scarsa intelligenza, si ostinano a sostenere un movimento già morto in partenza, quello dei Cinque Stelle, composto da gente ignorante, che ha sfruttato un brutto mal di pancia del paese e non ha saputo giostrarlo, facendo cadere il paese nel disastro, con ministri “ad cazzum”, con dichiarazioni da quinta elementare e un bagaglio d’esperienza pari a quello di un ragazzo adolescente che inizia a fare il lavapiatti in un ristorante.

Probabilmente, Travaglio e Co. non si sono accorti che il berlusconismo non esiste quasi più, il Movimento 5 Stelle è morente, la politica è cambiata e l’appoggio dei politici, che contato sempre meno, non è più quello di una volta; stupidamente, Marco Travaglio e Il Fatto Quotidiano portano avanti un’insensata battaglia con i Cinque Stelle, in mancanza di un Berlusconi che passi sulla rive del loro fiume. Con la differenza che Silvio è passato spesso sul loro fiume, ma non è mai affogato; per la serie: Silvio è Silvio e voi non siete una cazzo.

Giusto essere una voce fuori dal coro, continuare a dare contro a Silvio Berlusconi, infilzare ogni giorno Matteo Salvini, deridere Giorgia Meloni, lamentarsi del Vaticano, ecc., ma se per vendere due copie in più Il Fatto è arrivato a dire minchiate su minchiate su processi, persone e accadimenti, che senso ha esistere? Il quesito, all’interno del Movimento, come a sinistra e destra, se lo stanno ponendo in molti.

Non ricevere finanziamenti pubblici vuol dire sì essere liberi, ma non autorizza certo a sparare mere menzogne.

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