Ma quale centrodestra

di Bel Amì

Caro Endimion,

ho letto il tuo “Toti, un gatto in tangenziale” e mi conosci: non posso fare altro che risponderti.
Lo faccio non tanto per difendere il Governatore ligure (non penso abbia bisogno di me) ma perché credo si debba essere onesti, oramai a 25 anni da quel 1994, e tirare un’ analisi di quanto realmente il vecchio Silvio abbia fatto per non meritarsi la fine che sta subendo.
Personalmente ritengo che credere in un’alleanza Salvini-Berlusconi sia un’illusione: il centrodestra in Italia non è mai esistito realmente. E’ esistito il centro-berlusconismo, ossia un agglomerato di tre partiti che gettarono via ogni ideologia per sostenere l’uomo ricco del momento e non i valori di un’area ampia e varia.
E’ esistito il padre padrone, il re assoluto chiuso nella sua cerchia di concubine e consiglieri inetti che dispensava al suo PDL, un comitato elettorale perenne, belle parole quali “libertà” “merito” “democrazia”, valori che per primo ha tradito. Uno showman che ha demolito la cultura del centro e della destra, che ha creato per primo il populismo giustizialista cavalcando, con Mediaset, mani pulite e che nei suoi stessi programmi dal 2015 ad oggi ha dato visibilità a Salvini ed al suo progetto, contribuendo alla crescita % della Lega.
Un centrodestra non è esistito allora, figuriamoci se potrebbe esistere oggi in uno scenario nel quale Salvini a Marzo 2018 straccia il “patto d’acciaio” per fare il governo delle poltrone con i 5stelle e poi successivamente, ad Agosto 2019, crea una crisi di governo, chiama a raccolta i vecchi alleati affilando le armi in vista del voto offrendo, due giorni dopo, la premiership a di Maio. Due volte traditore.
Io ci credo poco.
Qui non ci sono gatti in tangenziale, ma volpi nel pollaio o meglio ancora: attori in maschera. Da una parte Salvini ferito che si sposta dietro le quinte per rivedere i suoi piani, dall’altra Silvio nei panni dell’amante tradita che ci riprova sempre, passando poi al “giovane” Renzi, novello Siegfrid e Toti definibile in “una costellazione di incognite”.
E’ infatti vero che il salto nel buio è stato fatto, ma paragonare Alfano a Toti è un altro grave errore. Non siamo più nel 2009, non c’è più il PDL al 35%, non c’è più quel Berlusconi ed il momento storico si è completamente capovolto.
Berlusconi non ha la forza di distruggere nessuno, così come Toti, bisogna essere onesti, non sembra avere la forza per dare dei semplici valori al suo movimento od una struttura territoriale stabile.
Siamo davanti ad un mare vasto il cui orizzonte si perde nella nebbia: quale capitano può sapere che rotta sia meglio seguire?
“E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni”.

Con stima,

Bel Amì

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