Lusso: fatturati in forte crescita e ritorno alla normalità

di Stefano Sannino

La moda vacilla, ma il lusso no. A trainare il mercato nei mesi post-covid è, sorprendentemente, l’alta gioielleria, che vede una ripresa notevole grazie anche all’aumento della domanda cinese ed alla riapertura dei negozi nei paesi orientali.

Anche in Europa il mercato della gioielleria sta vivendo un momento mediamente florido, con le vendite online che compensano quelle in-store. A fare storia a sé sono principalmente Cartier e Tiffany, le cui oscillazioni di fatturato sono ben inferiori rispetto a quelle di altre aziende. Per esempio, nel caso della holding di Ginevra che conta una ripresa di circa 35 miliardi di franchi svizzeri, avevamo assistito ad un minimo di fatturato negli ultimi sei mesi, con 49,4 miliardi di franchi, rispetto al 17 gennaio, quando il capitale ammontava a 89,9 miliardi.

Gioielleria a parte, anche celebri gruppi del lusso come LVMH di cui fanno parte marchi come Dior, Tiffany, Vuitton, Bulgari e Fendi, si stanno riprendendo. È proprio LVMH con una capitalizzazione di 202,3 miliardi di euro ad essere risalita dai 172 miliardi di marzo. Considerando che a gennaio si parlava di un capitale di 210 miliardi, pare proprio che le oscillazioni di fatturato e di capitale stiano con il tempo diminuendo, mano a mano che i negozi riaprono in tutto il mondo.

Proprio come era prevedibile, di fronte ad una crisi senza precedenti ed alla caduta di diversi marchi celebri, oltre alla chiusura di diversi punti vendita di alcuni colossi quali H&M e Zara, il lusso sopravvive, anzi prospera, imponendosi sempre di più sui mercati di riferimento e schiacciando la concorrenza e le difficoltà date dal Covid, forti di capitali iniziali da poter investire per adattarsi alla situazione ed alle nuove norme sanitarie.

Da un punto di vista meramente teorico, accantonati in numeri, possiamo supporre invece che i clienti stiano riscoprendo il fascino dello shopping del lusso e dell’esperienza ad esso connesso, che è quanto di più distante ci possa essere dagli acquisti online: dopo diversi mesi di shopping digitale pare che, tutto quello che vogliano i clienti, sia un’esperienza quanto il più lontana da ciò che sono stati costretti ad esperire fino ad oggi, ed i fatturati delle aziende del lusso lo dimostrano.

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