LUIGI MARRESE, UN 18ENNE LIBERO CHE INSEGNA LA VITA

di Stefano Bini

Classe 2002, Luigi Marrese vive in Abruzzo con la famiglia e, grazie alla perseveranza, si è accaparrato la fiducia di un responsabile di una tv locale ed è diventato un conduttore, il quale fa già (s)parlare di sé.

Sicuro, di un’intelligenza sopraffina e con una tenacità che lo porta dritto per la sua strada, Luigi si è fatto intervistare sul presente, futuro e su ciò che lo ha spinto ad andare controcorrente in un mondo omologato e mainstream. Un 18enne decisamente sui generis, vale la pensa leggere fino in fondo.

Conduci una trasmissione in un’emittente locale abruzzese, dove puoi esprimere liberamente i pensieri. Convieni con me che a 18 anni è un po’ strano che un ragazzo abbia un suo spazio in tv, come hai fatto a convincere il direttore?

«Dici bene, è insolito. Una mattina dell’estate scorsa mi giunge voce che in una emittente televisiva della mia città c’era bisogno di un giovane che si occupasse di cronaca e cultura sportiva al tg. Senza pensarci due volte mi sono proposto con gran slancio al proprietario della tv. Ho iniziato con un articolo di prova in giugno, ero ancora minorenne, è piaciuto, ed ero dentro. Dopo neppure un mese già avevo cominciato ad occuparmi anche di altro, cultura e conduzione di trasmissioni. Fino ad arrivare alla proposta ben accolta di una rubrica tutta mia: Il conformista, grazie alla quale ho potuto iniziare ad esprimere la mia creatività e la mia identità intellettuale»

A 18 anni è facile essere libero. Lo sai che, tra qualche anno, questo ti costerà qualcosa?

«Io non lavoro per la mia persona, io lavoro per ciò in cui credo, non ho paura di ciò che comporta essere impopolare. La libertà? Il pericolo più grande che ci sia per lei è il nostro disimparare ad amarla, non credo debba imparare io a rinunciarvi, quanto “voi grandi” ad apprezzarla»

Le tue affermazioni sono spesso politicamente scomode, andando contro al mainstream. Lo fai per far parlare o ti appartengono veramente?

«Capisco che la tv oggi sia piena di finzione, e che un mondo di mascherati creda una maschera chiunque abbia il viso scoperto, ma io sono così, autentico. Chi mi conosce personalmente sa che sono la stessa persona che compare in TV, come argomenti e come stile. Il mio contenuto sono Io»

Personalità eccentrica, forte ma non arrogante, curioso e a tratti sui generis. Ci sei o ti stai preparando al grande salto nel mondo dello spettacolo o del giornalismo?

«Credo di avere da dire delle cose che nessuno ha ancora detto. E cerco di raggiungere sempre più persone. Spettacolo? Giornalismo? Non lo so, ma da qualche angolo la mia voce comincerà a salire»

Prematuro tu o tardivi i tuoi coetanei?

«L’età dell’adolescenza si sta prolungando a dismisura, ci sono sempre più persone anche di 30 anni (e mi tengo stretto) che vivono ancora come se ne avessero 17. Gente che dovrebbe creare, cambiare le cose, sta facendo i tiktok, elemosinando falsa dignità dai follower e deprimendosi per i like. Qualcuno dovrà pur trascinare la media su dall’abisso no?»

Sei fortunato a fare quello fai e a permetterti di non guardare in faccia nessuno, ma Luigi come si vede nei prossimi anni?

«Il divenire ci affascina proprio perché non lo conosciamo, io sento il futuro come una promessa, non come una minaccia. Ho voglia di parlare, di agire, divulgare e divertire. Proporre argomenti e tecniche espressive alternative ad un mondo saturo di trash. E argomenti scomodi non solo politicamente, bensì che facciano scricchiolare ogni luogo comune generico, dei quali la politica stessa parla univocamente. Il conformismo moderno non va solo accusato, va studiato, spiegato e smontato. Va proposto altro, ed ecco ciò che sono: altro»

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