Lo Spinosauro rivive a Milano

A palazzo Dugnani, storico edificio Milanese, si è aperta il 6 giugno la mostra “Spinosaurus, il gigante perduto del cretaceo” che comprende lo scheletro del dinosauro e una riproduzione in tre dimensioni dell’intero animale.

Un sito di scavo nel Sahara dove sono stati ritrovati fossili di Spinosaurus.
Un sito di scavo nel Sahara dove sono stati ritrovati fossili di Spinosaurus.

Lo Spinosaurus era un grosso carnivoro, vissuto nell’attuale Nord Africa nel periodo cretaceo (da centotredici milioni di anni fa a settantuno milioni di anni fa circa). I primi resti furono trovati in Egitto nel 1912 e la specie fu descritta dal paleontologo tedesco Ernst Stromer nel 1915. I resti da lui descritti, purtroppo, andarono distrutti durante la seconda mondiale. In seguito altri ritrovamenti permisero di raccogliere nuovi dati sul grande rettile.

Secondo le attuali stime, esso poteva raggiungere una lunghezza di sedici-diciotto metri e un peso tra le sette e le nove tonnellate. Tali stime non sono però condivise da tutti i paleontologi in quanto basate su dati parziali. I fossili ritrovati non sono completi e non permettono quindi una misurazione precisa. Gli studiosi si sono quindi basati sul paragone con animali simili, ipotizzando che le proporzioni fossero più o meno le stesse.

Nonostante le grandi dimensioni non possiamo però immaginarlo alle prese con prede grosse e forti. Il suo muso allungato e leggero e il collo lungo fanno infatti presumere che si nutrisse di animali relativamente piccoli e di pesci. Secondo alcuni paleontologi però questa idea non sarebbe del tutto corretta. Essi sostengono che l’animale potesse competere anche con grosse prede, bloccandole con la lunga bocca e spaccando loro l’osso del collo con una violenta torsione, come fanno gli attuali coccodrilli.

L’habitat in cui viveva era caldo e umido, come i tropici. Dobbiamo tener conto della deriva dei continenti e del diverso clima dell’epoca.

Il mistero più grande che riguarda lo Spinosaurus è però la funzione della “vela” dorsale. Sulla schiena si ergeva una struttura a forma, appunto, di

Palazzo Dugnani.
Palazzo Dugnani.

vela, alta, nel suo punto di maggior sviluppo, anche più di un uomo, di cui ancora non si conosce la funzione esatta. Probabilmente essa fungeva da termoregolatore per il corpo. Il grosso rettile poteva immagazzinare calore mettendosi in modo tale che la vela potesse essere illuminata e scaldata dal sole. Il sangue poi avrebbe portato il calore in tutto il corpo. In caso poi il corpo fosse troppo caldo, lo Spinosaurus avrebbe potuto mettere la vela controvento, usandola come un radiatore per raffreddarsi.

Insomma, un animale interessante e affascinante che ci racconta di epoche lontane, epoche in cui i dominatori del mondo erano i grandi rettili e l’essere umano era ancor lungi da venire.

La mostra a palazzo Dugnani è un’occasione per comprendere meglio la storia del nostro pianeta e, perché no, un’occasione ottima per una piccola gita in famiglia, educativa e divertente.

La mostra sarà aperta fino al 10 gennaio 2016.

Enrico Proserpio

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