L’Innamorato dei Tarocchi, tra Spirito e Materia

di Ahsife Oscura e Stefano Sannino

 

La sesta carta dei tarocchi è rappresentata dall’Innamorato (o Amanti) che, di fatto, mostra il meccanismo dell’atto volontario della personalità cosciente. Quello che emerge dalla raffigurazione di questo particolare Arcano è un giovane ragazzo immobile davanti ad un incrocio: egli esita nonostante sia sollecitato da un’austera regina e da una baccante. La debolezza dell’Innamorato lo spinge nell’incertezza, nel dubbio e nell’incapacità di scegliere fra spirito e materia – incarnati dalle donne di fianco a lui. Tale indecisione si riversa infine nella sua stessa volontà di non volere, al punto di esistere esclusivamente per il bene superiore e per gli altri. L’Innamorato, infatti, si accontenta di desiderare intensamente, in un sentimento di profondo affetto; l’amore assorbe la sua volontà e per questo si astiene dal comandare.

Il sesto Arcano Maggiore manifesta l’affetto, il sentimentalismo, il libero arbitrio ma anche le prove da superare, le tentazioni pericolose, la paura e la mancanza di coraggio. Egli si trova ora a dover fare la più importante delle scelte ed impegnarsi affinché questa lo porti ai risultati e traguardi che ne conseguono; è l’Iniziazione intellettuale che gli conferisce la Libertà. Se deciderà di consacrarsi alla Causa, non potrà più tornare indietro ed il giuramento che pronuncerà attraverso le sue labbra, sarà sì scolpito nell’aria, ma – ciononostante – indelebile.

L’Innamorato sprigiona in sé il significato più profondo del concetto di riflessione: egli medita alla ricerca della soluzione, in una lunga contemplativa attesa. Sembra quasi sospeso tra due mondi, a cavallo tra il visibile e materiale e l’invisibile ed etereo. L’Innamorato esprime dunque una scelta difficile, una prova: la scelta è innanzitutto interiore che rimanda all’ambivalenza ed all’indecisione dovuta alla mancanza di esperienza – motivo per cui questa carta è spesso attribuita alla fascia d’età legata all’adolescenza.

Se osserviamo il ciclo dei tarocchi noteremo che ogni carta intreccia la sua storia ed il suo significato iniziatico all’interno dell’Arcano precedente, costituendo così un fitto legame per cui nessuna carta potrebbe esistere senza le altre: anche l’Innamorato non fa eccezione. Quel che lo lega al suo predecessore, il Papa, lo identifica come il primo protagonista di una nuova fase iniziatica. Dopo aver ricevuto dal Papa ogni tipo di indicazione, l’Innamorato poggia il piede sul terreno verso i primi passi che solcherà in autonomia. Se finora l’Innamorato ha appreso ogni insegnamento passivamente, ora che lui stesso è diventato principio di attività, egli si blocca: il terrore di cadere nel fallimento è talmente forte da scegliere la non-azione pur di non deludere se stesso e gli altri. Il suo atteggiamento potrebbe essere facilmente scambiato per infantilismo ma avere il coraggio di scegliere la strada più giusta non è peculiarità appartenente a chiunque. L’Innamorato desidera scegliere, ma lo vuole a tal punto da avere dubbi su quale possa essere quella migliore; desidera solo il meglio ed è per questo che tende alla ponderata riflessione. Solo quando arriverà ad una soluzione effettiva e pienamente cosciente e consapevole, potrà avanzare e salire sul Carro: che arrivi a destinazione da vincente o perdente lo scoprirà solo una volta sceso.

Questo stesso arcano, nella sua simbologia esoterica, presenta diverse caratteristiche interessanti, prima tra le quali abbiamo il simbolo collegato al numero 6 (VI). Il sei nella Qabbalah corrisponde alla Sephira di Tiphareth, ovvero la Bellezza e l’Armonia, Sephira da sempre connessa – in alcune tradizioni – a Cristo in qualità di Messia. Ma nella Qabbalah, tutto ha una controparte e così anche il numero 6 non corrisponde solo a Tiphareth ma anche a Thagirion, la Qlipha dei Disputanti, enormi giganti dall’aspetto terribile che combattono sempre l’uno contro l’altro. Se Tiphareth da un lato è la Sephira che tiene unito l’Albero della Vita attraverso bellezza ed armonia, Thagirion dall’altro lato è la Qlipha che tiene unito l’Albero della Morte attraverso terrore ed oscenità. Infine, se il numero 6 nell’Albero della Vita indica il Cristo che risiede in Tiphareth, il numero 6 nell’Albero della Morte indica l’Anticristo, la cui Qlipha è proprio Thagirion: Anticristo il cui numero è proprio 666, ovvero tre volte sei, quindi la perfezione (3) moltiplicata per due (3×2=6) e presa per 3 volte.

Come è evidente, la carta degli amanti racchiude in sé un grandissimo significato, non solo per la simbologia che cela nella sua rappresentazione e di cui abbiamo già lungamente discusso in questo articolo, ma proprio anche per la posizione che ricopre nella sequenza degli Arcani Maggiori. Questo grande dualismo, per altro incarnato anche dalle due donne tra cui il ragazzo della carta deve scegliere (virtù e vizio) è di sicuro la caratteristica principale dell’Arcano numero VI: un arcano che al contempo può indicare la salvezza dell’Amore e dell’Armonia, così anche come l’Ossessione per quella inquietante bellezza delle fiamme eterne infernali.

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