L’Imperatore: il Sovrano degli Inferi

di Ahsife Oscura & Stefano Sannino

All’imperatrice bionda e luminosa, segue nei tarocchi il sovrano tenebroso degli inferi: l’Imperatore, un Plutone imprigionato al centro delle cose. Egli personifica il fuoco vitale che brucia a spese dello zolfo degli alchimisti, il cui segno è un triangolo sovrastante la croce. L’Imperatore è il principe di questo mondo, regna sul concreto e su ciò che è materiale: il contrasto tra le due figure si sviluppa fra l’impero infernale – nel senso etimologico della parola – del primo ed il dominio Celeste dell’Imperatrice, ad indicare il Cielo e la Terra, il celebre “come in alto così in basso“.

L’Imperatore rappresenta ed insegna il sovrano potere iniziatico e magico; l’iniziazione infatti insegna a scendere all’interno di se stessi per dominare il fuoco interiore che, ravvivato dall’arte, fiammeggia di uno splendore Celeste. L’Imperatore è, sulla Terra, il realizzatore dell’idea divina ed agisce come un Dio nascosto, dissimulato agli sguardi di tutti. Rinunciando ad ogni imperialismo grossolano, egli regna con l’intelligenza e con il cuore. Sono le aspirazioni più nobili a far sbocciare l’idealità per assicurare un dominio irrefrenabile nelle sfere più alte del pensiero umano. L’Imperatore si presenta offrendo solidità nei confronti di coloro che lo circondano e verso gli ideali che persegue, un legame che non può rompersi né allentarsi: gli impegni presi dall’Imperatore sono esecutori ed irreversibili.

Di fatto l’Imperatore non è altro che l’operaio che si eleva al rango supremo, colui che – incapace di dimenticare le sue origini – presta il suo potere al servizio di un bene superiore. Se l’Imperatore agisce sulla materia, questo avviene poiché egli agisce sulla sua creazione, conseguenza dell’unione degli Elementi: del Fuoco e dell’Acqua combinata con l’Aria e la Terra fino a costituire il Quinto Elemento, meglio conosciuto come Etere. Questa apparente e burbera figura rappresenta il centro dispensatore del potere iniziatico. Dalle eteree altezze dell’ideale, egli viene precipitato direttamente sul campo dell’azione: è sul campo di battaglia della vita che le spade si incrociano; ma l’Imperatore non si impegna in lotte sterili e superflue, bensì conserva tutta la sua energia per applicarla alla preparazione dì qualcosa di più grande.

Lo scettro che l’Imperatore tiene saldamente stretto tra le mani non rappresenta l’aspetto brutale del suo potere: la mezzaluna inserita sull’impugnatura promette una dominazione su tutto ciò che è considerato instabile, mobile e capriccioso: tutto ciò che è fisso ed immutabile esercita un’azione determinante su ogni sostanza disorganizzata. Lo scettro termina con un emblema (fiordaliso) che ha alla sua base un triangolo rovesciato che rappresenta l’Acqua; la croce annessa è adornata da due foglie che si innestano sul braccio orizzontale, mentre il braccio verticale si innalza verso il cielo. Nel complesso questo simbolo allude ad una forza che sorge dall’anima per elevarsi ed espandersi.

Più in generale la figura dell’Imperatore, all’interno della simbologia dei tarocchi, rappresenta l’azione del fuoco, il rigore e la fermezza ma anche la grazia e la grandezza del suo immenso potere. Egli può essere un potente protettore o un temibile avversario poiché il suo ruolo lo investe di privilegi che non stenterà ad utilizzare qualora fosse necessario. 

Nel mazzo dei marsigliesi, l’Imperatore è simbolicamente raffigurato come un uomo di mezza età, con una barba molto lunga, che naturalmente richiama la saggezza. Il trono su cui si siede è riccamente decorato: secondo alcuni studiosi questo elemento rimanderebbe ad una finezza di pensiero suprema, capace di dominare anche le forme più complesse ed arzigogolate della materia. Nei tarocchi disegnati da Rider Waite il trono su cui l’Imperatore è seduto è decorato con due arieti, segno zodiacale che rappresenta questa carta in diverse interpretazioni. Anche la posizione che Egli assume con le gambe è altamente connotativa, in quanto queste – essendo incrociate nei marsigliesi – formano un triangolo che non sarebbe altro se non il simbolo del fuoco, che a sua volta sormonta il simbolo dello zolfo. Un altro importante rimango al segno zodiacale di cui sopra, è il colore della sua veste: rosso. Il Rosso non solo ci indica che l’Imperatore non attribuisce importanza divina alle cose, ma che il suo campo d’azione è proprio la materia. Colore legato all’azione, come anche a Marte e quindi alla guerra, è un evidente richiamo al segno zodiacale dell’Ariete che incarna perfettamente tutte queste caratteristiche.

Lo scettro che egli porta in mano, non è solo un simbolo di potere e di dominio, ma rappresenta anche la sintesi di tutti gli elementi di cui Egli è Maestro. Se infatti in alcune rappresentazioni, lo scettro è sormontato da una mezzaluna o da un Ankh, mentre in altre questo è sormontato da una croce greca. Del primo caso ne abbiamo già discusso nelle righe precedenti, ma è importante non tralasciare nemmeno le altre due rappresentazioni. L’Ankh posto sullo scettro dell’Imperatore simboleggia il dominio della vita sulla morte, la capacità di rigenerarsi e -dunque- in quale modo anche le abilità psicopompe di questa figura. La croce greca, altro non è che la rappresentazione dei quattro elementi di cui l’Imperatore è sia la Terra sia la sintesi di tutti, proprio per le caratteristiche che abbiamo appena visto.

Questa è una carta di grande energia, che simboleggia la forte volontà di creare qualcosa sul piano materiale, associata però anche alla saggezza ed all’intelligenza necessaria per farlo, condizioni non sempre presenti in altri Arcani ben più volubili ed impreparati.

 

 

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