L’expo dei prepotenti

Oggi all’expo è stato arrestato un uomo di probabile nazionalità cinese che aveva intenzione di contestare il governo del paese asiatico durante la cerimonia ufficiale di apertura della “giornata della Cina”. L’uomo voleva protestare per l’ingiusta detenzione dell’attivista cinese Liu Xioapeng e chiedere l’intervento delle organizzazioni umanitarie internazionali per i diritti e la libertà in Cina.

L'uomo arrestato.
L’uomo arrestato.

Purtroppo per lui la vigilanza dell’expo lo ha fermato facendo sparire i volantini prima che potesse protestare.

L’expo, annunciato come una manifestazione dei popoli, dove si sarebbe discusso di come risolvere i problemi della fame e del benessere di tutti, dove si sarebbero presentate soluzioni e nuove idee, si rivela sempre più come lo sfoggio di potere dei governi e delle multinazionali. E se qualcuno si permette di protestare deve essere fermato, perché nessuno, proprio nessuno deve dare fastidio al potente di turno e alla sua auto-celebrazione. Come spesso accade, ad essere arrestato è chi pretende giustizia e non chi opprime.

L’arresto dell’attivista cinese è una cosa grave. L’expo è un evento pubblico, finanziato dagli stati con i soldi dei cittadini e deve essere un evento di tutti e per tutti. E se i potenti hanno occasione di mettersi in mostra e di portare i loro discorsi all’attenzione del mondo, anche i contestatori devono poterlo fare, in modo pacifico e civile, ovviamente. Da quel che si sa, l’uomo arrestato aveva l’intenzione di distribuire volantini e non di commettere atti violenti. E in ogni caso gli atti si puniscono dopo che sono accaduti e non prima, perché proibire a una persona di distribuire dei volantini in una manifestazione pubblica in un paese che ancora si definisce democratico è un atto di intollerabile censura.

Questo caso non è isolato. Nel nostro paese la censura è un’abitudine. Durante la visita di papa Benedetto XVI a Palermo fu strappato uno striscione da un balcone perché poteva dar fastidio al papa. E sapete cosa c’era scritto? Un verso del Vangelo di Matteo:

La mia casa è casa di preghiera, ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri.

E se pensare che un verso del Vangelo possa dar fastidio al papa dà già parecchio da pensare, ancor più grave è il fatto che si censuri con la forza un’opinione per non infastidire il potente di turno. Lo striscione fu strappato senza cheidere mandati e permessi, in modo prepotente e non molto legale, almeno nelle procedure. Anche una libreria si vide togliere alcuni manifesti di protesta all’evento. E questi erano dentro la libreria! Il papa fu contestato anche durante il suo viaggio a Londra, ma nessuno fermò i contestatori. La libertà di opinione e di espressione della stessa è più importante della sensibilità di un potente. E di casi di questo genere ce ne sono davvero molti. Non c’è comizio politico in cui il “servizio d’ordine” non metta a tacere chiunque contesti o ponga domande scomode.

Il fatto dell’expo è avvenuto in un contesto internazionale dove evidentemente i soldi e le necessità di “mercato” hanno avuto la meglio sulla dignità delle persone e sulla giustizia. Per questo sorge una domanda di importanza enorme ed urgentissima: è questo il mondo che vogliamo?

La mia risposta è no. Io voglio un mondo dove le persone, il loro benessere e la loro dignità siano il centro dell’azione dei governi e non delle cose sacrificabili in nome del denaro e del lusso di pochi. E voi che mondo volete?

Enrico Proserpio

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