LETTERA A NADIA, UNA DONNA D’ENTUSIASMO

di Stefano Bini

Ciao Nadia!

Forse, tra i colleghi, arrivo per ultimo a lasciarti due righe, anche se io mi sento davvero piccolo piccolo in confronto a te…

Ti scrivo queste parole dalla mia rubrica perché anche io, quando avevo 22 anni, ho avuto un brutto cancro che mi ha tenuto in ballo due anni, tra durissime chemio e lunghissime radio. Sono fortunato ad essere ancora in questo mondo, grazie al fantastico lavoro dei medici, alla solidarietà di famiglia, amici e alla mano dal cielo del buon Dio.

Chi non ha passato un cancro, non può capire cosa ti lascia dentro, o se te lo lascia prima di morire; sono qua a raccontarti della mia esperienza, non solo perché mi fa piacere farlo e ne ho la forza per essere anche di esempio agli altri, ma perché ora finalmente capisco quanto te la prendevi quando venivi attaccata sui social da certi individui e dopo 10 minuti ti passava tutto perché probabilmente pensavi fossero degli idioti; ecco, la stessa cosa è successa a me e, probabilmente, abbiamo giudicato con lo stesso criterio.

Per ovvie ragioni, sono costretto a fare controlli ogni sei mesi e, abitando a Milano Due, mi reco spesso al San Raffaele; un giorno ti ho visto seduta su un muretto, in disparte, con un’amica, un po’ nascosta dai perenni lavori di ristrutturazione dell’ospedale. Ti vidi alla mia andata e ti rividi nella medesima posizione al mio ritorno verso casa, eppure passò quasi un’ora e mezza; la mia voglia di venire da te, abbracciarti e darti forza dicendoti “Io ce l’ho fatto, ce la farai anche te” era tanta, ma il non essere invadente ha vinto, per cui ti ho fatto un semplice sorriso e me ne sono andato. Spero che qual sorriso ti abbia scaldato un po’ il cuore.

Sei stata una donna combattiva, coraggiosa, che ha trasmesso una forza incredibile a chi si trovava nella tua stessa condizione, sei stata un esempio per tante bambine e molto donne che soffrivano con te, ma non solo.

Non sai quanto ti ho pensato in quei mesi di malattia, ho sperato e pregato che quella parrucca venisse tolta e il tuo entusiasmo cavalcasse ancora lo studio de Le Iene.

Ciao Nadia, da quaggiù a lassù.

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