L’ESPERIENZA STRAORDINARIA NEL BOSCO

di Fabiola Favilli

Quando potremo di nuovo andare a fare una passeggiata nel bosco sarà un’esperienza straordinaria.

I motivi sono due: l’obbligo di stare a casa ci farà godere ancora di più del contatto con la natura, inoltre potremo curarci. Non solo attraverso il movimento e l’ossigenazione, ma il forest bathing, una vera e propria immersione nel bosco, aumenta la funzione immunitaria, regola la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, diminuisce la concentrazione di cortisolo nel sangue, cura la depressione. Accurati studi scientifici pubblicati nel 2010 in Giappone confermano che lo shinrin-yoku, il curarsi nella foresta, è assolutamente efficace, non ha controindicazioni, è economico ed alla portata di tutti.

Sappiamo che l’uomo ha bisogno di vivere connesso con l’ambiente naturale e che nei paesi industrializzati la maggior parte del tempo viene trascorso in ambienti chiusi, ma la scienza ci da un’ulteriore importante informazione: sono i monoterpeni ed i fitoncidi ad attivare il numero e l’attività dei nostri linfociti natural killer, deputati al controllo dei virus e dei tumori.

Negli habitat naturali le piante sono circondate da un grande numero di potenziali predatori e patogeni. Poiché le piante sono organismi sessili e non possono evitare gli attacchi patogeni spostandosi, hanno evoluto meccanismi di difesa, come lo sviluppo dei monoterpeni e dei fitoncidi. Sono questi metaboliti secondari ad aiutare le piante a cicatrizzare le ferite, a difendersi dagli erbivori, a resistere agli attacchi microbici e degli insetti, così come ad attrarre gli impollinatori.                                                     Si tratta di composti molto volatili che entrando nel nostro sistema circolatorio attraverso i polmoni agiscono sui vari organi e sistemi, migliorandone la funzionalità. Sono presenti negli oli essenziali e nelle resine, e talvolta riusciamo a captarne con l’olfatto le molecole aromatiche, cioè i composti fenolici; aldilà di percepire o no il “profumo” del bosco, gli alberi sono in grado di agire profondamente nel nostro sistema biochimico, migliorandolo. Come tutti gli esseri viventi le piante hanno un proprio campo elettromagnetico; sebbene di debole intensità, il loro è biologicamente affine a quello umano. Questo spiega il motivo per cui ci sentiamo “ricaricati” dopo una passeggiata nella natura. Lo studio giapponese ci dà una importantissima notizia: sono gli alberi presenti nella macchia mediterranea i più ricchi di monoterpeni; in Italia siamo fortunatissimi, poiché la maggior parte delle specie “curative” sono proprio nel nostro paese. Marco Mengagli e Marco Nieri, nel loro testo “La terapia segreta degli alberi”, ci danno ulteriori accattivanti informazioni: il tiglio emette segnali che curano i sistemi linfatico e nervoso nonché le mucose, mentre il faggio è in risonanza con il sistema circolatorio, l’intestino, ovaie e prostata.

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