Legge elettorale, Prodi: i candidati devono essere attivi sui territori

Roma, 17 maggio 2017, fonte Agi. “Si diventa parlamentare a venticinque anni con quattro preferenze sul web o per la decisione del capo. Questa è la distruzione della democrazia” che si ricostruisce “un po’ con le primarie ma soprattutto con un sistema elettorale che obblighi il candidato a essere attivo sul territorio”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera Romano Prodi, che a proposito della proposta del Pd, 50% di proporzionale e 50% di maggioritario, aggiunge: “Dico la stessa cosa che dissi per il mio sì al referendum: meglio succhiare un osso che un bastone”. L’ex presidente del Consiglio mette in guardia dai rischi: “Non capisco – afferma – come si possa parlare di grande coalizione. I numeri indicano solo che si finirebbe in una grande confusione. Lo scenario sarebbe quello spagnolo: ripetere le elezioni e ripeterle ancora”. Al giornale che gli chiede se a suo parere Renzi dovrebbe allearsi con i partiti a sinistra del Pd risponde infine: “Sono sempre stato sostenitore del centrosinistra e se manca il centro o manca la sinistra manca il centrosinistra”.

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