L’apertura della caccia alle tortore ad Agadir

Come ben si sa, la caccia è la pratica di catturare od abbattere animali selvatici.
In principio veniva praticata per l’approvvigionamento del cibo, successivamente era legata ad altri fini: a scopo ricreativo, commerciale e per contenimento e gestione di una specie . Dal 1980 al 2006 il numero dei cacciatori in tutto il mondo è diminuito notevolmente; in Italia capita che otto italiani su dieci sono contrari alla caccia. Tuttavia con gli emendamenti della legge quadro del 1992, si è permesso di cacciare fino ad un’ora prima del tramonto, con anche la conseguente riduzione delle specie protette: spesso i successi dei cacciatori sono più visibili e tangibili di quelli degli animalisti. Chi ha ragione? La caccia è uno sport od un massacro di innocenti?

Ecco i pro ed i contro dai due punti di vista.
I cacciatori sostengono che la caccia sia sicura, efficiente e necessaria e che il tasso di ferite da arma è più basso di altre forme di sport. La caccia inoltre è una forma effettiva di controllo delle specie perché contiene il numero di ogni esemplare evitando che si riproducano in maniera eccessiva.
Per quanto riguarda il fattore etico, uccidere una lepre o un volatile per mangiarli non differisce molto da comprare una bistecca dal macellaio.
Inoltre, per natura, gli animali selvatici hanno la fortuna di vivere liberi e quindi hanno maggiori probabilità di scappare prima di essere uccisi. Nonostante ciò, molti cacciatori sono contrari ad alcune tipologie come quella competitiva o quella con animali da allevamento immessi in natura.

Prima Parte della mia intervista sulla caccia alla tortora qui, ad Agadir, a diversi grandi personaggi

Gli animalisti al contrario, la definiscono anche pericolosa, inefficace e non necessaria. Purtroppo spesso, vengono coinvolte in queste attività anche normali cittadini, non praticanti questo sport.
Quanto viene sostenuto dagli animalisti, la caccia è inefficace per risolvere gli incidenti tra umani e animali. Studi dimostrano che gli incidenti d’auto con animali selvatici aumentano durante la stagione venatoria, perché i cacciatori spaventano gli animali e questi scappano dai boschi correndo in direzione delle strade.

La caccia non riduce il numero delle specie , perché risulta più cibo per gli esemplari restanti che portano a nuove riproduzioni evitabili con gli immunocontraccettivi.
La caccia non è etica secondo diversi punti di vista. Prima di tutto uccidere un animale per cibarsene è moralmente opinabile. Molti credono sia irragionevole definire la caccia come uno sport. Inoltre, la tecnologia moderna ha cancellato ogni tipo di “giustizia” tra cacciatore e preda.
Il dibattito sulla caccia non è argomento che si può risolvere in tempi brevi. Entrambi gli interlocutori discuteranno di sicurezza, costi ed efficacia, ma probabilmente non saranno mai d’accordo sull’eticità della pratica.

Seconda parte della mia intervista sulla caccia alla tortora qui, ad Agadir, a diversi grandi personaggi

Nel mio soggiorno ad Agadir, appunto per l’apertura della caccia alla tortora, ho avuto modo di avvicinarmi a questo mondo e devo dire che mi sono confrontata con persone molto preparate e disciplinate. Ho avuto il piacere di intervistare uomini appartenenti ad ambienti diversi, quali un ex grande difensore della mitica Juventus, Francesco Morini; un professore umanistico, Lauro Bendinelli; il responsabile della Federcaccia di Pisa, Federico Boni;  l’imprenditore Giovanni Burchi ed altri personaggi.

Rispetto massimo delle regole e grande attenzione ed impegno soprattutto nei confronti di questi volatili, che a loro dire, se in eccesso producono parecchi danni all’ambiente. Ascoltando le loro parole sembra amino molto e rispettino più di altri gli animali e che il loro sia uno sport salutare perché a diretto contatto con la natura.

Che dire , io ho vissuto senz’altro una avventura a me sconosciuta e resto della mia idea personale di animalista e vegetariana convinta, però rispetto le ragioni del loro modo di interpretare questo sport, se così lo vogliamo definire, perché in effetti la “caccia” nasce con la nascita dell’ uomo come fonte primaria di sopravvivenza e poi si è evoluta.

Oggi però sono prevalentemente gli anziani che continuano a praticarla , proprio come mi è stato raccontato dai cacciatori stessi, che si definiscono “esemplari maltrattati ed in estinzione”.

Terza ed ultima parte della mia intervista sulla caccia alle tortore ad Agadir (Marocco) a diversi grandi uomini italiani

Un ringraziamento particolare va all’organizzatore di questo viaggio alla scoperta di questa attività in Marocco, il sig. Stefano Signorini , proprietario di uno dei ristoranti più apprezzati sia per la ricercata cucina, curata dal giovane Chef Federico Signorini, che per la location, direttamente sul mare della splendida Marina di Pisa: “ Il Barbarossa” che vanta una lunga tradizione di famiglia di ristoratori.

Silvana Gavosto
Giornalista

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Un pensiero riguardo “L’apertura della caccia alle tortore ad Agadir

  • 22 Luglio 2019 in 13:13
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    Ottimo articolo brava la giornalista!!

I commenti sono chiusi