LA VITA PRIVATA DECISA DAL GOVERNO. Può un Dpcm stabilire cosa è importante nella vita di un cittadino?

di Gabriele Rizza

Siamo in attesa del nuovo Dpcm, che renderà ufficiali le nuove misure per contenere i contagi, sempre più in crescita. La novità sarà certamente il divieto di feste e riunioni tra le mura domestiche, luogo in cui, secondo i dati a disposizione, si registrano il 70% dei contagi.

La ratio dei provvedimenti è stata chiaramente espressa dal ministro Roberto Speranza, ospite di Fabio Fazio: “Proveremo a incidere su alcuni pezzi della vita delle persone che consideriamo non essenziali. Ci sono cose che sono fondamentali e cose che non sono fondamentali”. Il divieto di organizzare riunioni (o una forte raccomandazione a non farle) in casa acquista un peso maggiore se applicato in piena libertà di circolazione piuttosto che in piena serrata, quindi gli spunti di riflessione offerti dalla frase di Speranza e dal Dpcm sono molteplici: per prima cosa, chi ha il diritto e in base a cosa decide quali “pezzi della vita” non sono essenziali? Il ministro definisce lavoro e scuola come priorità, ma nessun ministro o governo può mai definire gerarchicamente per decreto o raccomandazione cosa è importante o meno nella vita privata dei cittadini, è una questione che va oltre il divieto stesso. In secondo luogo, nella misura che entrerà in vigore, si accostano le parole riunioni e feste, entra nell’immaginario che queste siano sinonimi, che ogni incontro tra persone sia un vezzo e un capriccio, ma a mente libera ogni cittadino che ha qualche anno di vita sa che le cose non combaciano. Va bene tenere alta l’attenzione, ma anche in emergenza è sempre doveroso avere ben chiaro quali sono tutti i momenti della vita di un libero cittadino; perché, ripetiamolo, si tratta principalmente di decreti psicologici, la reale efficacia del divieto è tutta da vedere, per esempio chi invitiamo a casa viene spesso visto o abbracciato fuori. Proprio perché psicologici, ancor di più ne sia chiaro il senso: oggi queste regole si inseriscono nella lotta alla pandemia, ma domani nulla esclude che un governo di qualsiasi colore le applichi con la stessa ratio per altri fini. La storia insegna che quando una cosa si fa una volta, la si fa sempre.

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