La Terra: il primo elemento alchemico

di Ahsife Oscura e Stefano Sannino

Introduzione: la filosofia degli Elementi

In natura ogni sostanza esistente, nel microcosmo e nel macrocosmo, è costituita dalla composizione di quattro elementi naturali: Fuoco, Aria, Acqua, Terra. Il Fuoco, elemento purificatore, racchiude in sé il principio della vita che nasce dalla sua energia e dalla sua forza. L’Aria, intangibile, è la forza vitale che respiriamo e rappresenta il respiro cosmico. L’Acqua, fonte della vita, dalla sorgente si unisce ai grandi oceani, si assottiglia nei fiumi per poi addentrarsi nelle profondità della terra. La Terra, solida e rigogliosa, simboleggia la materia primordiale che abbraccia la vita e la nutre. Tutte le grandi civiltà della Storia si sono soffermate ad ammirare e studiare la potenza della natura affinché la loro immensa autorità sulla vita e sulla morte potesse essere per loro un insegnamento. Il medico greco Filistione attribuì ad ogni Elemento una qualità che – si apprese – muoveva l’intero Universo: al Fuoco fu attribuito il caldo, all’Aria il freddo, all’Acqua l’umido e alla Terra il secco, cosicché l’Acqua risultasse opposta al Fuoco ma affine alla Terra e l’umido opposto al secco ma affine al freddo.

Il simbolismo ed il significato della Terra

Nei secoli i quattro elementi sono stati utilizzati, attribuiti e ritrovati in molteplici aspetti: nella filosofia greca, nell’aritmetica, nella geometria, nella medicina, nella psicologia, nell’alchimia, nella chimica, nell’astrologia. Il Fuoco, la Terra , l’Aria, e l’Acqua dunque costituiscono ogni cosa esistente sia nell’Universo che nell’essere umano stesso e possono essere applicati in ogni contesto. In questo articolo verrà preso in esame l’Elemento Terra, simbolo di fertilità, sicurezza, stabilità e nutrimento; la Terra (materia) è il principio femminile rappresentato dal ventre aperto e pronto all’intervento fecondo del cielo (Spirito, etere, sua controparte). La simbologia che caratterizza questo Elemento può essere celebrata attraverso il significato della caverna, della foresta e della montagna. La caverna indica l’utero di Madre Terra, il sacro ventre ove la vita inizia il suo ciclo, come un seme nascosto e protetto, cullato dalla morbida terra che lo circonda e lo nutre; rappresenta anche l’oscurità dell’utero materno, il passaggio dalle tenebre primordiali della non-vita, alla luce accecante della nascita. La foresta simboleggia le sfide della natura e dell’uomo attraverso l’ostilità apparente dell’ignoto; la luce del Sole non può attraversare le fitte fronde degli alberi, ma insegna la crescita e la sopravvivenza sotto forme diverse: qui la Terra si rigenera, contempla se stessa e si evolve. La montagna, infine, rappresenta l’immutabilità delle cose, l’immobilità e la più stretta connessione al sacro. Qui la Terra assorbe tutti gli Elementi: nelle profondità più oscure il Fuoco diventa magma, anima della Terra; dalle sue alture sgorgano le fonti dell’Acqua che portano la vita aldilà di ogni ostacolo ed infine ecco che abbraccia la sua controparte inafferrabile, l’Aria, che tutto circonda e tutto sfiora.


La Terra Alchemica

La Terra, identificabile con tutto ciò che è solido e oppone resistenza, è l’Elemento legato al Solstizio d’Inverno ed è influenzato dal pianeta Saturno, il quale rappresenta a sua volta il processo d’incarnazione. Analizzando il simbolo alchemico attribuito alla Terra, si noterà che il vertice del triangolo equilatero che gli corrisponde, punta verso il basso proprio a simboleggiare la sua natura legata agli ambiti inferiori (caverna). La linea orizzontale che attraversa il triangolo sottolinea la staticità ed esprime tutto ciò che si manifesta stabilmente (montagna). In alchimia la Terra è associata al numero 4, poiché i tre elementi precedenti, il fuoco creatore, l’acqua creatrice e l’aria che stabilizza l’equilibrio del creato, si mescolano insieme offrendo il risultato finale della creazione ma anche di un nuovo inizio: la nascita.

La Terra è però anche connessa alla sensazione, alla percezione ed alla corporeità. Tutto ciò che può essere percepito dal nostro corpo, per l’alchimia ha un qualche collegamento con questo particolare elemento che viene spesso associato al sale o alla pietra che deve essere scolpita e lavorata. Elemento passivo femminile per eccellenza ha, insieme all’acqua, la facoltà di abbassare le potenzialità dei due elementi attivi: fuoco ed aria. Proprio per tutte queste caratteristiche sopra esposte, la Terra è anche connessa all’inconscio ed al nascosto, in quanto sede delle energie ctonie ed infere ignote all’uomo. Nonostante però il suo ruolo di elemento passivo, femminile ed inconscio, la Terra viene riconosciuta dall’Alchimia come base degli altri elementi e come punto di arrivo nel processo alchemico di trasformazione e di combinazione degli stessi elementi. Proprio per questo, la Terra ha una valenza duplice: madre, ma anche figlia; creatrice, ma anche creata.

La Terra nella Qabbalah

La Cabala si fonda su un’immagine che – innegabilmente – è legata a doppio filo all’elemento Terra. Sia la Cabala Sephirotica delle vie della mano destra che quella Qliphotica della mano sinistra struttura l’Universo e Dio secondo l’immagine allegorica di un Albero. I due alberi, che hanno le loro radici nei rispettivi Princìpi da cui si originano, sono un’allegoria perfetta di quello che viene conosciuto come <<principio emanativo>>. L’albero infatti, con il suo tronco vigoroso, le sue radici ed i suoi rami è una rappresentazione molto eloquente della struttura variegata, ma ben salda di Dio secondo la Teosofia ebraica. Ora, esattamente come un albero trova la sua origine nelle radici e la sua fine nell’ultimo dei rami, così anche le emanazioni di Dio hanno una struttura ben stabilita che si origina in Keter, ovverosia l’attributo della potestà e termina in Malkuth che i cabalisti fanno coincidere con il nostro Mondo, il quale non potrebbe essere rappresentato in altro modo se non con l’elemento Terra.

Vi è però, un altro mondo abitato dall’uomo secondo le tradizioni monoteiste, anch’esso legato all’elemento Terra: il giardino dell’Eden. Dell’Eden se ne parla in diverse tradizioni, in quanto mondo perfetto privo di peccato. Questo giardino dalla natura divina, creato da Dio durante i sette giorni di creazione rappresenta la terra come elemento fertile, come origine del nutrimento umano e come casa/abitazione. Per coloro che invece conoscono la cabala, vi è un ennesimo e fondamentale rimando al primo elemento alchemico soggetto di questo articolo, rimando che non può non riferirsi all’Albero del frutto proibito. Ancora una volta, la Terra trova la sua espressione nel simbolo dell’albero, ben radicato a terra, ma pronto ad estendersi in altezza per mezzo dei suoi rami. Se però inizialmente questo albero e lo stesso giardino dell’Eden trovavano la loro sede nella Sephira conosciuta come Da’Ath (conoscenza), figlia delle due Sephiroth Binah (comprensione) e Chokmah (saggezza) e dunque si disponevano su di un piano più intellettivo e metafisico, vi è un particolare momento nella storia della cabala in cui Da’Ath perde la sua importanza nelle varie speculazioni a favore invece di una nuova Sephira che noi chiamiamo Malkuth e che, come abbiamo detto, corrisponde al mondo così come noi lo conosciamo oggi. Vi è dunque un preciso momento in cui l’essere umano si distanzia dall’elemento Aria (rappresentato qui dalle Sephiroth superiori dell’intelligenza divina) e si avvicina invece alle Sephiroth inferiori, in particolare proprio a quella Sephira che diventerà la sua nuova casa: la Terra. Questa <<caduta>> non è solo un importantissimo tema dal punto di vista teosofico, ma è anche interessante da un punto di vista alchemico, in quanto l’essere umano (creatura che tradizionalmente viene vista come creata dalla Terra o dal fango) decade dal suo piano di esistenza collegato all’elemento aria – in quanto risiedente nell’intelligenza divina – fino al suo nuovo piano di esistenza, che è fatto di materia e non di spirito, di Terra e non di Aria. In qualche modo, secondo la Cabala, l’essere umano -decaduto dall’Eden originario viene così insozzato dalla materia, da diventare anch’esso fatto di materia: scopo della mistica è dunque quello di liberare l’anima umana da questa prigione di materia e permetterle di ascendere nuovamente ai piani superiori dell’esistenza.

La Terra però in tutto questo non gioca affatto un ruolo negativo: Terra non significa materia, poiché questo elemento ha una natura più spirituale di quanto si pensi, alla pari di tutti gli altri elementi. Anzi, essa è doppiamente importante in quanto come primo elemento essa costituisce il fondamento di ogni percorso iniziatico, di ogni iniziazione e di ogni principio. La Terra è l’elemento su cui poggiamo i piedi, è l’elemento che più di tutti per l’uomo significa protezione, sicurezza, difesa, nutrimento, casa. La Terra è la fondamenta di una grande abitazione in cui tutti noi viviamo e che – certamente – senza questo elemento non esisterebbe. La forma dell’Albero, di cui abbiamo tanto parlato in questo articolo ci deve insegnare ad affondare le nostre radici nella Terra, affinché ogni nostro percorso iniziatico si fondi su dei saldi principi e sulla sicurezza di non poter essere abbattuti dalla furia degli altri elementi. Solo così, i nostri rami potranno tendere al cielo e dunque, a Dio.

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Un pensiero riguardo “La Terra: il primo elemento alchemico

  • 25 Marzo 2020 in 15:20
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    Ottima spiegazione concentrata di questo importante elemento. Complimenti! Attendo con piacere Fuoco, Aria e Acqua

I commenti sono chiusi.