La Sinistra che non ce la fa !

A Roma un documento che affossa i successi di Minniti

Una sola cosa la sinistra non imparerà mai a fare: imparare.

Nella parentesi del governo Gentiloni, l’unica mossa che ebbe riscontro popolare e che avrebbe potuto fare da argine concreto al dilagare di Salvini fu la scelta, tardiva, di Marco Minniti quale ministro degli Interni.

Tardiva, sì, perché se fatta prima avrebbe consentito a Gentiloni ed allo stesso Minniti di godersi i risultati dei propri accordi, risultati che invece oggi celebra Salvini, nonché di limitare il dominio del capitano sul tema immigrazione.

Non lo capirono subito, ma non lo hanno capito neanche dopo: l’incapacità della sinistra di rapportarsi con la politica concreta e reale è ancora oggi fatale.

Roma, 3 Luglio 2019: dopo alcuni giorni di dibattito interno, deputati e senatori del Pd votano all’unanimità dei presenti (Minniti ha abbandonato i lavori per protesta) un documento con il quale dichiarano l’intenzione di non votare il rifinanziamento alla missione bilaterale di assistenza alla Guardia Costiera libica.

Stando a quanto dichiarato nel documento, in Libia c’è un’emergenza umanitaria che colpisce i centri di detenzione e ci sono condizioni preoccupanti per civili e migranti.

Per Graziano Delrio  “Il governo deve chiedere immediatamente una riunione del consiglio di sicurezza, perché in Libia” afferma “sta scoppiando una guerra e non si può fare finta di niente”.

E’ raggelante apprendere che per il Pd stia per scoppiare una guerra in Libia nel mese di Luglio quando la guerra (civile) è iniziata già da Aprile e che da allora il governo italiano si è chiuso in un neutralismo di convenienza al quale il Pd non ha mosso critiche. Ed è ancor più raggelante apprendere che le alternative al finanziamento della missione nonché le soluzioni ai problemi libici sono, come riportato dal documento, la promozione del dialogo politico tra i diversi attori (che, ricordiamolo ancora, sono in guerra) più coperture alle ONG che operano nella difesa dei diritti umani nonché un coinvolgimento dei sindaci libici per dare una prospettiva di futuro alle loro comunità con programmi di cooperazione.

In pratica: mentre i governi libici si sparano addosso, i sindaci dovrebbero discutere con noi nella “cornice di riferimento complessiva” proposta dal documento.

La sinistra di Zingaretti pensiona il realpolitiker Minniti per abbracciare l’idealismo irreale di Woodrow Wilson, idealismo dal quale, come scritto in precedenza, non ne studierà le conseguenze. Poco importa: la prima tranche del piano di rifinanziamento è passata con 387 sì, 16 no e 3 astensioni, ma resterà una vittoria priva di riscontri reali se Al Sarraj dovesse perdere la guerra.

Roberto Donghi

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