La Lega a Oggiono spacca il centro-destra, favorendo la sinistra.

TERRITORIO / In Consiglio Comunale il sindaco Ferrari annuncia la revoca della delega al vicesindaco Lietti. Forza Italia e Fratelli d’Italia abbandonano l’aula.

Ha fatto clamore in tutta la provincia lecchese la decisione del sindaco leghista di Oggiono Roberto Ferrari di revocare la nomina di vicesindaco al consigliere Lietti, vicino agli azzurri.

Si è consumata così la spaccatura nella maggioranza che vedrà alle prossime elezioni Amministrative la probabile presentazione di due liste, una facente capo la compagine leghista e l’altra formata da ormai l’ex vicesindaco Lietti, sostenuto da Forza Italia e dalle altre espressioni civiche vicine al centro-destra. La revoca della nomina infatti è causata proprio dalla volontà, manifestata ormai da mesi, di correre in qualità di candidato sindaco alla guida di una lista civica in vista delle elezioni comunali. Intorno alla sua figura non si era però creato un accordo all’interno dell’attuale maggioranza e, appunto, con l’attuale sindaco e parlamentare Ferrari.

In realtà, sembrerebbe una strategia della Lega a livello provinciale (e nazionale) più che un litigio di paese. Non è un mistero che Matteo Salvini continui a “snobbare” l’alleato azzurro. Basti vedere le precedenti conferenze stampa regionali…

In molti comuni della provincia lecchese, dove ci si recherà alle urne il prossimo 26 maggio, la Lega sta tentando di “conquistare” il candidato sindaco o comunque di far valere il suo attuale peso politico dettato dalle precedenti elezioni nazionali. A Valmadrera Flavio Nogara sta costruendo una lista targata Lega per battere il fortino, probabilmente inconquistabile, del Partito Democratico. Anche ad Airuno, paese di 2800 anime, dove solitamente le liste sono due: una di centro-destra e una della sinistra (che governa ormai da 30 anni), la Lega, dopo un primo appoggio pubblico, sta trattando per avere un maggiore peso in una lista civica che, appunto, è già composta in maggioranza da esponenti del mondo delle associazioni e dell’impresa. E che prevede poi lo spazio ai partiti. A Merate invece, grazie ad un peculiare e serio lavoro fra l’azzurro Alfredo Casaletto e il gruppo di minoranza, si è deciso di correre insieme a sostengo del candidato leghista Massimo Panzeri. Una strategia dettata dal buon senso che rende competitiva la corsa contro un PD, quello meratese, che resta in ottima forma e salute.

Quello che sembra un caso locale è in realtà frutto di una strategia a livello nazionale: inglobare, ad ogni costo, gli alleati di coalizione… e successivamente quelli di governo.

il Presidente Silvio Berlusconi resta il vero “leader” del centro-destra, essendo l’unico esponente della coalizione (ammesso che esista ancora) che si batte per un centro-destra plurale, seppur con differenze, ma unito. Unico modo per battere le due facce della stessa medaglia “rossa”: il PD di Zingaretti e il Movimento 5 Stelle.

Redazione La Critica

Se ti è piaciuto questo articolo lascia un commento o sottoscrivi il feed RSS per ricevere i prossimi nel tuo reader.