LA FINANZIARIA DELLA CASALINGA DI VOGHERA. Tutta una questione di grandezze

Uno dei primi ricordi della politica è una discussione al tavolo della cena, in cui mia madre sosteneva che sarebbe bastato mettere una casalinga al ministero dell’Economia per risolvere tutti i problemi. Il che è un tema ricorrente nella politica Italica. Allora mi parve una colossale idiozia, ma me ne sfuggiva il perchè. Mi è sfuggito per più di vent’anni. L’ho realizzato questa notte. Ero in preda ad un incubo in cui un comunista di nome Padoan va in Europa a dire che la finanziaria avrebbe rispettato gli impegni, mentendo sapendo di mentire come solo un burattino può fare. Mi sono svegliato madido di sudore. E così ho realizzato. Finalmente abbiamo la finanziaria della casalinga di Voghera: via il caffè al bar per poter comprare i regali di Natale ai bambini. Via i fine settimana fuori porta per pagare l’apparecchio al figlio grande e via le vacanze estive per comprare la macchina nuova. Poi l’anno prossimo si vedrà. Tutto bello, vero? Tutti voi vorreste che la politica ragionasse così, eh? E questo, vi fosse mai sfuggito, è il motivo per cui falliremo. Perché non avete alba di cosa siano le centinaia di miliardi.

Figuriamoci poi le migliaia. Siamo un popolo di casalinghe. Gli Inglesi sono più fortunati, almeno loro, per Napoleone, erano un popolo di bottegai. Noi invece siamo ai conti della serva e mentre risparmiamo il centesimo, togliamo le indennità ai consiglieri di quartiere, tagliamo il Senato e discutiamo su improbabili multe inflitte ad imprenditori che versano il 90% del proprio fatturato a clienti e Stato (se racconto così il Gioco d’Azzardo non lo riconosce nessuno, eh?), il deficit di spesa aumenta ed i 2000 miliardi di debito con esso. Perché mai fu fatta una finanziaria in cui per davvero spendevamo meno di quanto incassavamo. Ovviamente nulla di quanto proposto da alcun partito politico risolverebbe nemmeno lontanamente il problema. E’ programmatico: ogni proposta si pone come primo obiettivo di ignorare il problema. Volete una prova? Il taglio delle pensioni d’oro (Fratelli di Italia), dei sussidi all’immigrazione (Lega), Brunetta (no, non discuterò delle ricette Keynesiane che umiliano il mio partito. Abbiate pietà di me) e le ricette di Renzi hanno tutte in comune un punto: che ne sia il presupposto o la conseguenza, vogliono pagare il debito di oggi con i soldi di domani. Ovviamente la scelta è folle. Perchè si scambia il certo con l’incerto, il debito con l’azzardo ed il lascito dei nostri padri con il futuro dei nostri figli.

Affrontare il problema include privatizzare completamente sanità, scuola e pensioni. Domani. Non l’anno prossimo. No, domani. Vendere il patrimonio. Abbassare il debito, localizzare le tasse, eliminare la redistribuzione. Cose così. Cose che la sciura Maria non sa nemmeno cosa vogliano dire. Cose che il mondo dei politici fai da te come i Grillini non conoscono se non per sentito dire. Insomma, cose per cui servirebbero libertà e preparazione. Che nel Parlamento attuale sono mutualmente esclusive: o sei libero o sei preparato. Prepariamoci quindi al fallimento. Altro concetto che la Casalinga di Voghera ignora. E che, pertanto, non la preoccupa.

Luca Rampazzo

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