LA FAVOLA DEL (FALLIMENTARE) MODELLO ITALIA

di Gabriele Rizza

In Europa nessuno se la passa meglio, pensiamo alla Francia o alla Repubblica Ceca, ma ciò non deve diventare un alibi: il decantato Modello Italia ha fallito. Ancora a maggio, ci dicevano che le misure italiane avevano fatto scuola, che l’Oms ci considerava un modello virtuoso, ma alla fine la verità è che in primavera siamo riusciti a contenere i contagi per aver fatto il lockdown più lungo d’Europa, creandoci un vantaggio malamente sprecato durante l’estate; non per le discoteche e non per le vacanze, ma perché non ci si è attrezzati per mettere in sicurezza il paese in vista della seconda ondata. Per il governo è stato più facile attaccare i comportamenti delle le fasce meno a rischio, i giovani, che mettere in sicurezza quelle più in pericolo, gli anziani. Si è preferito agire sul comportamento e la morale, spaccando e dividendo il paese, portando gli italiani ad attaccarsi a vicenda, i social ne sono testimoni. I no mask sono anche figli di una reazione al terrore infuso, alle responsabilità mai assunte dall’esecutivo negli ultimi mesi. Sì è arrivati così all’inizio della seconda ondata, con un agosto monopolizzato da “discoteche sì o no?”, dai bandi posticipati ad ottobre per i posti in terapia intensiva, dal sistema di tracciamento affidati ai whatsapp dei singoli cittadini, dalle 12 mila persone che ancora aspettano la cassa integrazione, dalle metro di Roma e Milano affollate, mentre chi abita in centro e non ha bisogno di grossi spostamenti, ha potuto godere del bonus monopattino e, invece, chi abita in periferia, continua ad arrangiarsi.

Sarebbe ingiusto scaricare tutto su Giuseppe Conte, fa comodo anche ai suoi corresponsabili la sua presenza: sarà un pesce dare in pasto al popolo, quando sarà il momento. Però, durante l’ultima conferenza stampa, ha commesso tre gravi errori: essere troppo sicuro sul ristoro per le attività richiuse, quando si ha la sola certezza che in ballo ci sono solo 2 miliardi, promettere l’arrivo dei vaccini a dicembre, quando ancora l’Agenzia per il farmaco non ne ha dato conferma e far passare il Dpcm come un “salva natale”. Azzardi che rischieranno di diventare un boomerang tagliente: la situazione è già esplosiva e le promesse non mantenute sono state tante. Perché il Premier, con la conferenza di domenica, ha voluto far vedere la luce in fondo al tunnel, di un tunnel allungato dagli errori del governo; e questo molti italiani lo sanno, la paura è già passata. Adesso c’è la fame.

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