LA CULTURA. La chiave del nostro futuro

Si parla di diritto allo studio, noi dobbiamo parlare di libertà allo studio, un concetto che include diritti, ma non ne codifica in modo univoco e omologante il perimetro ed il contenuto. Al posto del diritto alla cultura, invece, le libertà culturali, tutte, quelle presenti e quelle che incontreremo lungo il cammino dell’essere soggetti agenti di una società aperta alle diversità che si rispettano.

La cultura e ciò che vi risiede non è un sistema isolato rispetto al luogo e allo spirito nella quale si forma, non è solo contemplabile è agente, crea prospettive, nuovi modi pensare e sentire le cose, è il codice di ogni forma di cambiamento umana. La cultura non è solo l’archeologia dell’umanità passata, è anche la culla di quella presente e di quella futura. L’azione umana è un fatto culturale per eccellenza, per questo non si presta all’empirismo e all’econometria come le scienze fisiche, non è replicabile in laboratorio.

La cultura è sempre in atto in ogni azione umana, per usare le parole di von Mises sono la stessa cosa perchè sono imprevedibili entrambe. Non possono essere ricomprese in nessun sistema formalizzato ed empirico, perchè nessuna azione umana, così come nessuna cultura è uguale a se stessa e come provi a osservarle te ne trovi a farne parte. Noi dobbiamo essere i protagonisti consapevoli di una cultura in atto basata sulle inclinazioni, i talenti e le sensibilità individuali che interagiscono fra di loro all’interno di un habitat condiviso di regole, la forma-Stato, dove ognuno possa fare ciò che non lede le libertà dell’altro.

Cristiano Mario Sabbatini

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