La Chiesa Valdese e l’omosessualità

Ieri sera, 12 giugno 2015, si è tenuta a Milano, presso la sede di via Soperga 36 dell’associazione “Il Guado”, un’interessante incontro sul tema “Chiesa Valdese e omosessualità”. L’evento, organizzato dal Circolo Culturale TBGL Harvey Milk, fa parte di una serie di eventi organizzati dall’associazione sul confronto tra le varie religioni e correnti spirituali e le tematiche dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Dopo i successi dell’evento sul Buddhismo e sulla Massoneria, si è deciso di proporre il confronto tra la Chiesa Valdese e le tematiche suddette.

Dorothee Mack, pastora valdese.
Dorothee Mack, pastora valdese.

Ma chi sono i valdesi? Il movimento valdese nasce in Francia, intorno al 1180, grazie alla scelta spirituale di un mercante di Lione, Pietro Valdo o Valdesio, che decide, seguendo il messaggio evangelico, di vendere tutti i suoi beni e vivere in povertà dedicandosi a diffondere il Verbo. Presto altri lo seguono e ascoltano le sue prediche. Il movimento ha fortuna e si diffonde rapidamente, ma la Chiesa di Roma non gradisce la predicazione di Valdo, che criticava anche il lusso e la ricchezza della Chiesa e dei suoi gerarchi, e lo scomunica adducendo come scusa il fatto che solo i sacerdoti possono predicare. Nonostante ciò, e nonostante le persecuzioni dell’inquisizione, il movimento continua a crescere e nel XVI secolo, grazie all’incontro con la riforma, si strutturano come chiesa protestante.

Le persecuzioni finiranno soltanto nel 1848, quando Carlo Alberto di Savoia, re di Sardegna e principe di Piemonte, concesse i pieni diritti civili alle minoranze religiose come ebrei e, appunto, valdesi.

Oggi la Chiesa Valdese è presente in tutta Italia, raggiungendo i massimi numeri in Piemonte e Val d’Aosta.

Il movimento per i diritti delle persone glbt ha portato le tematiche dell’orientamento sessuale e della identità di genere anche all’interno delle Chiese e non solo a livello politico e sociale. La Chiesa Valdese, come hanno ben spiegato i relatori della conferenza (la pastora Dorothee Mack e il presidente della Chiesa Valdese di Milano Samuele Bernardini), ha aperto alle coppie omosessuali da poco tempo, in seguito alla richiesta di una coppia gay milanese di ricevere la benedizione.

Vanno chiariti un paio di concetti per ben comprendere il percorso fatto dalla Chiesa Valdese. A differenza delle chiese Cattoliche o Ortodosse, quelle riformate (valdesi compresi) non hanno una struttura gerarchica, ma assembleare e le decisioni vengono prese attraverso delle riunioni e dei dibattiti e non calate dall’alto. La decisione di dare o meno la benedizione alla coppia gay non spettava quindi né al pastore milanese, né ad altri funzionari della Chiesa, ma a tutta l’assemblea. Il tema fu discusso a Milano, dove l’assemblea fu favorevole alla benedizione e andò infine a livello nazionale (al Sinodo, massimo organo direttivo della Chiesa Valdese) dove si prese la decisione di permettere le benedizioni delle coppie omosessuali, lasciando libere però le singole comunità di decidere se praticarle o meno. Successive discussioni hanno poi portato alla produzione di un documento sul tema dove si dichiara la compatibilità della fede valdese con l’omosessualità. Gli argomenti a favore sono diversi. Vediamone alcuni nel dettaglio.

  • [La chiesa Valdese] crede in un Dio d’amore che per primo ci ha accolti chiamandoci ad una vocazione, all’accoglienza nello spirito del passo di Romani che dice: “Perciò accoglietevi gli uni gli altri, come anche Cristo vi ha accolti per la gloria di Dio” (15 : 7)

  • crede che l’essere umano sia fondamentalmente un essere in relazione con Dio e con il suo prossimo e che la relazione umana d’amore, vissuta in piena reciprocità e libertà, sia sostenuta dalla promessa di Dio;

Questi due punti vanno interpretati nella visione protestante della Scrittura e dell’etica. Per le chiese riformate infatti l’etica non è assoluta e

normativa, ma è un’etica della situazione, che prende cioè in considerazione il contesto del momento e cerca di applicare il principio cristiano dell’amore per il prossimo nel modo migliore. Anche le Scritture quindi, che contengono brani e versetti che posso essere interpretati in maniera omofobica, vengono contestualizzate, tenendo conto che chi le ha scritte viveva in una società patriarcale e subiva quindi la cultura maschilista e omofoba dell’epoca. Per questo è errato non contestualizzare un versetto e ancor più brandirlo come arma per opprimere qualcuno, come molte Chiese fanno. Oggi la società è molto cambiata e le conoscenze umane sono progredite. È quindi assurdo pretendere di applicare alla lettera norme vecchie di duemila anni e più.

E proprio questa visione dell’etica e della Bibbia ha reso possibile un sereno dialogo e un’accettazione delle persone omosessuali e delle loro relazioni all’interno della Chiesa Valdese (e di altre chiese protestanti).

Anche la storia dei valdesi ha però contribuito, in una certa misura, all’accoglienza. L’essere sempre stati una minoranza perseguitata (fino al 1848 i valdesi non potevano andare a scuola o usufruire dei normali diritti civili dei cittadini cattolici) ha reso i valdesi più sensibili verso chi è discriminato e perseguitato. Per questo, dal momento che hanno ottenuto i loro diritti, i valdesi si sono battuti perché anche gli altri li avessero. Un esempio ammirevole di senso civico. Anche questo punto è affrontato nel documento:

  • [La chiesa Valdese] mentre confessa il peccato della discriminazione delle persone omosessuali e delle sofferenze imposte loro dalla mancanza di solidarietà, condanna ogni violenza verbale, fisica e psicologica, ogni persecuzione nei confronti di persone omosessuali;

La prima benedizione di una coppia gay fu, come abbiamo detto, a Milano nel 2011. Da allora ne sono state fatte altre, in altre città italiane, ma non molte. Questo perché la Chiesa Valdese non prende alla leggera la pratica religiosa. Essendo il loro approccio alla fede di tipo comunitario, anche la benedizione della coppia ha senso all’interno della comunità. Per questo si chiede alla coppia, o almeno a uno dei suoi membri, di essere valdese o di convertirsi alla fede valdese facendo un percorso di catechesi perché la benedizione non sia un semplice atto simbolico, ma qualcosa di importante e fatto con piena coscienza. Sono molte infatti le richieste alle chiese accoglienti per le persone glbt di matrimoni o benedizioni della coppia, a causa dell’impossibilità di farlo nella Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Molte di queste coppie non hanno però un serio interesse per la chiesa e la confessione a cui chiedono la benedizione.

La chiesa Valdese non si limita ad accogliere le persone glbt, ma ha negli ultimi anni organizzato picchetti e manifestazioni per chiedere i diritti e per porre fine alle discriminazioni. Un passo avanti nel Cristianesimo davvero importante.

Enrico Proserpio

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