LA CAMPAGNA D’AFRICA DEL GENERALE PINOTTI.

La missione militare italiana in Niger, voluta dal ministro della difesa uscente Roberta Pinotti, è l’ennesimo fallimento dell’Italia (e dei suoi governanti) che cerca “un posto al sole”.

Non è un mistero che l’Italia nel corso degli ultimi due secoli abbia affrontato diverse e disastrose sconfitte sul territorio africano. Nel 1896 la disfatta di Adua tra l’esercito regio italiano guidato dal tenente generale Oreste Baratieri e le forze etiopi del negus Menelik II. La conquista della Libia nel 1911 da parte del governo Giolitti non ha reso i frutti sperati per gli illusi disoccupati italiani, specialmente del meridione e del Veneto. Mussolini nel 1936 riuscì a entrare nella capitale Addis Abeba in Abissinia, ma nel 1943, durante la Seconda guerra mondiale, le forze nazi-fasciste guidate dal generale Rommel, la Volpe del deserto, vennero sconfitte ad El Alamein in Egitto.

Il 17 gennaio 2018 la Camera dei Deputati approva, su iniziativa del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, una missione militare in Niger per contrastare il fenomeno della migrazione e del terrorismo. Il 19 febbraio, a seguito di vaghe risposte da parte del Ministro degli Esteri Angelino Alfano, il Governo conferma che circa 50 soldati sono partiti per preparare un campo di addestramento. Fin qui tutto bene, ma fonti militari italiane di stanza a Niamey, capitale del Niger, svelano a Panorama che da mesi i soldati italiani sono accampati in una base americana, sprovvisti di armi e senza aver ottenuto reciprocità dall’esercito nigerino. Infatti il Ministro dell’Interno Mohamed Bazoum ha spiegato di aver appreso della missione militare solo dai Media e che da parte sua c’è un forte contrasto all’iniziativa. L’ennesima disfatta italiana e del Governo Renzi-bis (ovvero Gentiloni) nello scenario internazionale. Inoltre, fatto ancor più grave, dall’Italia non è arrivato il materiale promesso: 470 uomini, 130 mezzi e due aerei da impiegare nell’addestramento dell’esercito nigerino. Tuttavia i ministri locali vorrebbero l’utilizzo del materiale militare in comodato d’uso senza i nostri uomini a gestirli, condizione probabilmente non accettabile, ridicola, che dimostra quanto poco conti il Governo italiano nel mondo.
Ecco la brillante iniziativa militare del “generale” Pinotti. L’ennesima figura italiana.

Redazione Milano.

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