La Bellezza (Tiphareth) salverà il Mondo.

di Stefano Sannino

“La bellezza salverà il mondo” – F. Dostoevskij

Questa è certamente una delle frasi più celebri della letteratura. Una frase che al suo interno contiene molti significati e molte sfaccettature diverse, ma che nella sua complessità è entrata a far parte dell’immaginario collettivo come qualcosa legato al mondo dell’estetica e dell’apparenza.

Per quanto sia necessario comprendere a fondo il mondo della discesa agli Inferi” dei personaggi di Dostoevskij per poter assimilare questa affermazione nel modo corretto, vi è anche un’altra interpretazione – più teosofica e meno letteraria – che andrebbe la pena di tenere in considerazione quando si pensa al ruolo della Bellezza nella salvezza del Mondo.

Perché la Bellezza, o meglio l’archetipo di Bellezza, è proprio uno degli attributi di Dio secondo la Cabala Ebraica. Non un attributo qualsiasi però, bensì quello che ha un ruolo fondamentale nel mantenimento degli equilibri interni dell’Universo e della Divinità.
Ebbene sì, perché secondo la Qabbalah, compito della Bellezza (Tiphereth) è quello di equilibrare e mitigare la Severità (Geburah).

Cosa significa questo?

Ma sopratutto, perché mitigare la Severità?

Secondo alcune specifiche correnti di pensiero, Geburah è l’aspetto di Dio che più è a rischio di decadimento e di inasprimento. Se questa particolare Sephira – per chiamarla con il linguaggio proprio della materia – dovesse inorgoglirsi troppo per mezzo dello Hybris (orgoglio), ecco allora che il suo ruolo non sarebbe più semplicemente quello della Severità, ma si trasformerebbe in un aspetto divino estremamente negativo, ovverosia nell’aspetto dell’Accusa Suprema e dell’Opposizione, in altre parole diventerebbe Satàn, Satana.

Ma ecco che a fronte di qualcosa di così potenzialmente negativo per la mistica ebraica, entra in gioco Tiphereth, la Bellezza. Proprio a questo aspetto è dato il compito di mitigare l’inorgoglimento di Geburah, la quale così mantiene il suo ruolo di Severità senza trasformasi nell’Accusatore orgoglioso.

Attraverso la comprensione della Bellezza, la mistica ci sta dicendo qualcosa di estremamente importante che Dostoevskij ha ben riassunto nella sua celebre frase de “L’Idiota”. Ora, chiaramente non sto assolutamente sostenendo un legame tra l’autore e la cabala, quanto piuttosto sto usando la cabala per interpretare una frase che, oggi più che mai, si rivela vera e necessaria.

Non è la bellezza dei corpi o degli oggetti che salverà il mondo, non è la bellezza materialista ed esteriore che salverà il mondo, bensì è una Bellezza più alta, con la B maiuscola. Solo se si comprende la Bellezza come archetipo e come concetto spirituale, allora sarà possibile per l’uomo, evitare il decadimento della sua anima, corrotta e soggiogata dall’orgoglio, da quello stesso Hybris cioè che secondo la mistica ebraica, diede i natali a Satana.

Solo in questo caso, senza alcuna deviazione materialista, avverrà che la Bellezza salverà davvero il Mondo.

Se ti è piaciuto questo articolo lascia un commento o sottoscrivi il feed RSS per ricevere i prossimi nel tuo reader.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *