LA BELLEZZA CHE INCLUDE

di Martina Biassoni

“La bellezza che include”, è il primo pensiero che ho fatto quando, giovedì, guardando Fuori TG su RAI3, in un servizio ho visto che a Brescia è stato istituito un servizio di collaborazione fra le gli istituti professionali per estetisti e parrucchieri della città e le case di cura e di riposo per anziani.

Come? La questione è molto semplice: studenti e studentesse delle scuole vengono accolti e preparati ad affrontare un processo di alternanza scuola-lavoro differente dal solito, accudendo e portando un po’ di amore in più a chi si sente, fin troppo spesso, solo ed abbandonato. Ma come mai non ci abbiamo pensato prima?

Molto spesso, tutto quello di cui un anziano ricoverato necessita sono dei minuti per sé, per sentirsi ancora bello ed incluso nella “società normale”, per sentirsi parte del tutto, non solo in quanto osservatore passivo delle giornate che iniziano e finiscono sempre allo stesso modo da – ormai – troppo tempo, ma come protagonista attivo della quotidianità. E quale modo migliore per farlo se non con l’aiuto dei giovani?

Insomma, questo progetto avvicina due realtà molto diverse e, oggi più che mai, lontane: l’anziano, mentre gli vengono dipinte le unghie, messo del make-up o fatti massaggi rinvigorenti alle mani che tanto hanno lavorato, rende partecipe il ragazzo della sua storia, del modo in cui, magari, ha aiutato a ricostruire l’Italia nel secondo dopoguerra; e il ragazzo giovane, in un’epoca in cui i valori saldi ed importanti dei nonni stanno pian piano andandosi perdendo dentro ad un mini schermo o nelle più semplici risposte sgarbate a genitori ed insegnanti, guadagna un’opportunità formativa di grandi dimensioni: basti pensare che in quest’occasione si stanno aiutando moltissimi adolescenti allo sviluppo di una professionalità che sicuramente sarà d’aiuto nella ricerca di un lavoro nel proprio campo una volta diplomati.

Infine, la cosa più bella che si guadagna da quest’esperienza è, a mio avviso, il sorriso che scaturisce alla fine delle “beauty sessions” sul volto di entrambi – ragazzo ed anziano – nel primo caso perchè ci si sente utile, si sente di aver fatto del bene e di essersi presi cura di chi, per una ragione o per l’altra si sente abbandonato al proprio destino, e, nel secondo caso, si è felici di essere ancora cittadini attivi, degni di coinvolgimento nella quotidianità.
Perchè la bellezza in questo senso aiuta, aiuta tanto e sempre. Il prendersi cura degli altri, l’amore dimostrato al meno fortunato anche soltanto mettendogli lo smalto per unghie, il prestare attenzione a ciò che pensa e a ciò che ha da raccontare è un passo in avanti nella direzione giusta: quella in cui le discriminazioni saranno le eccezioni e non la regola.

Se ti è piaciuto questo articolo lascia un commento o sottoscrivi il feed RSS per ricevere i prossimi nel tuo reader.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *