#iocorroperMilano: l’intervista di Letizia Bonelli e Tea Bonica al candidato sindaco di Milano Stefano Parisi

Nel pomeriggio milanese del 28 aprile siamo riusciti a raggiungere il candidato sindaco di Forza Italia, Stefano Parisi. Con lui abbiamo trattato diversi temi delicati riguardo la situazione odierna di Milano: dalla sicurezza della città, i problemi legati all’immigrazione fino a capire quali sono le problematiche che devono essere riprese e migliorate. Una corsa che la città deve riprendere per tornare ad essere la città internazionale di un tempo.

  • Buongiorno Dottor Parisi, ci dica la verità, come è nata la sua candidatura a Sindaco di Milano?
    “La mia candidatura è nata da un’idea che ha avuto innanzitutto il Presidente Berlusconi,per poi avere il consenso del resto della coalizione. Già da metà dicembre il Presidente ha iniziato a propormi questa avventura. Per me sono stati 2 mesi di riflessione su questa ipotesiperché non era mai stato nel mio programma di vita un impegno diretto in politica. L’insistenza e la compattezza della coalizione mi ha convinto a partire e mettere a disposizione della politica e dell’amministrazione della città la mia esperienza di lavoro intrapresa negli anni.”
  • Conosce da molto tempo il Presidente Berlusconi?
    “Sì. L’ho conosciuto nel 1994, quando arrivò a Palazzo Chigi. Io ero segretario delle poste e telecomunicazioni, ma ero stato fino a pochi mesi prima, capo del Dipartimento Economico di Palazzo Chigi. Mi chiamò nuovamente a Palazzo Chigi per dirigere nuovamente il Dipartimento Economico.”
  • E’ riuscito a coalizzare tutte le forze del centro-destra intorno alla sua candidatura, mentre in altre città ci sono stati problemi. Come ci è riuscito?
    “Nella coalizione si è creata una convergenza sia sul programma che sulla persona. Questo è stato il punto di forza perchè non è stato un equilibrio tra forze politiche trovato attraverso prove di forza, ma è stato un vero e proprio accordo solido tra i due elementi.”
  • In Forza Italia ci sono oggi molti giovani, tra cui Pietro Tatarella, pensa che qui a Milano ci siano le condizioni per cui Forza Italia possa tornare ad essere il Partito di riferimento del centro-destra a Milano?
    “Si penso di sì. Penso che ci siano tanti giovani bravi, però dobbiamo riportare in politica tanti altri giovani che avevano smesso di fare politica.
    Forza Italia può diventare un partito di riferimento solo se cresce nel consenso e nella qualità dell’amministrazione. Deve quindi fare un grande lavoro per la gente, per farle riavvicinare nuovamente alla politica.
    Nel corso degli ultimi anni tutto il centro-destra ha perso consenso, provocando quindi la reazione nella gente di non andare a votare. Noi dobbiamo riportare queste persone al voto; e i giovani devono riguardare di nuovo la politica, non come professione ma come impegno per occuparsi di ciò che hanno intorno. In questo senso anche la politica deve cambiare profondamente il modo di porsi verso la gente e soprattutto verso i giovani.”
  • Quali sono le prime questioni che affronterà in qualità di Sindaco di Milano?
    “Sono tanti i temi da affrontare in quanto Milano è una città complessa; è una città che ha bisogno di cambiamento e le priorità non sono poche; dobbiamo fare molte cose contemporaneamente. Sicuramente bisogna subito riorganizzare la macchina comunale, condizione necessaria per poi affrontare altre problematiche successivamente.
    Bisogna anche semplificare i regolamenti delle attività della pubblica amministrazione, così che essa non sia più un peso per i cittadini e per le imprese, ma che divenga invece un mezzo di promozione delle attività economiche.
    Bisogna occuparsi da subito della sicurezza perché è un problema molto sentito dai milanesi, come anche un nuovo modello di gestione dei problemi legati all’immigrazione che sta creando problemi sociali all’interno della nostra amministrazione. E da subito occorre impegnarsi a risolvere il difficile problema delle case popolari dove ci sono situazioni di degrado che Milano e i milanesi non meritano.
    Sono quindi tanti i temi che dobbiamo affrontare contemporaneamente e tutti questi hanno una priorità. Abbiamo una buona squadra che sarà in grado di gestire con efficienza e qualità i tanti fronti aperti che oggi Milano ha.”
  • Milano è sempre stata una città internazionale, ma oggi è conosciuta più per le tasse e la scarsa sicurezza! E’ d’accordo che tasse e sicurezza siano una priorità?
    “La sicurezza è sicuramente una priorità. Mentre prima di ridurre le tasse, dobbiamo abbassare i costi del comune.
    In questi anni di giunta Pisapia le tasse sono state raddoppiate e non possiamo permetterci di avere un’amministrazione comunale che costi così tanto come i costi portati a questo livello dalla giunta Pisapia.
    La priorità, come dicevo, è la sicurezza edè una priorità molto importante tanto da dover agire subito.”
  • Tutti parlano sempre della difficile situazione delle periferie, però la giunta Pisapia non ha fatto nulla, come pensa lei di affrontare questo problema?
    “E’ una situazione molto complessa. E’ una situazione che tocca tanti aspetti: un aspetto di degrado urbano e delle case popolari, un aspetto di sicurezza e infine un aspetto di cattiva gestione.
    Questo problema è da affrontare tutto insieme perché il degrado genera criminalità e insicurezza. Quindi è necessario un maggior controllo sul territorio, un ritorno alla legalità nelle aree della città dove ci sono abusi e occupazioni illegali di abitazioni. Dobbiamo riportare sicurezza e tranquillità nei parchi di Milano.
    In seguito, quando avremo le risorse, dobbiamo fare investimenti per riqualificare il suolo urbano: strade, piazze e tanti luoghi degradati nei quali spesso si rifugiano comportamenti criminosi.”
  • Vista la sua origine professionale, non pensa che sia utile a Milano dare più spazio al privato e far arretrare il Comune in determinati spazi gestiti da quest’ultimo?
    “La pubblica amministrazione deve ridurre la sua azione progressivamente e fare in modo che i privati, laddove hanno una maggiore efficienza e riescono con minore risorse a dare maggiore qualità del servizio, lo facciano. E’ un processo di revisione strategica della presenza del pubblico, che deve essere attuato non in maniera occasionale ma bensì in modo prolungato e strategico per arrivare ad avere una pubblica amministrazione meno pervasiva e più efficiente.”
  • Qual è il suo slogan principale della campagna elettorale?
    “Abbiamo così definito il nostro slogan “IO CORRO PER MILANO” per dare il senso della necessità di conoscere la città e di far ripartire Milano come una città energetica che deve ricominciare a crescere, che deve ricominciare appunto a correre, sia dal punto di vista della crescita economica, del lavoro e dell’effervescenza della vita privata e della comunità. E’ quindi una campagna elettorale che cerchiamo di rendere il più possibile dinamica e vicina alle persone.”

Ringraziamo il candidato Stefano Parisi del tempo che è riuscito a concederci, con l’augurio che questa corsa per Milano riesca ad essere compiuta e dare ottimi risultati!

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