INTERVISTA DOPPIA A ROBERTO ARDUINI E ANDREA DI CIANCIO, I LUNATICI DI RADIO2

di Stefano Bini

Da tre anni, fanno compagnia a centinaia di migliaia di ascoltatori, nella notte di Radio2: loro sono Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Forti e consapevoli della gavetta nelle radio locali, sono approdati nell’emittente radiofonica “giovane” della Rai e hanno trovato un loro stile, inconfondibile e apprezzato dai più. La positiva conferma del duo Arduini-Di Ciancio è la vittoria di premi, l’affetto degli ascoltatori e degli addetti ai lavori; due giovani che stanno dando tanto al panorama radiofonico e che hanno trovato una loro dimensione nella notte di Radio2.

Il loro mood retto e senza eccessi fa di Arduini e di Di Ciancio l’oggettivo futuro della radiofonia italiana.

Accendete la notte di Radio2 dal lunedì al venerdì, da mezzanotte fino alle 6 del mattino, rigorosamente in diretta. Praticamente, vivete una vita al contrario.

Arduini: «Eh già… Per fare sei ore di diretta ogni notte devi per forza dormire di giorno. Certe volte, non è facile. Senti la vita che scorre e devi chiuderla fuori. Però, non ci sono alternative».

Di Ciancio: «Bisogna sapersi organizzare per riuscire a sfruttare al meglio quel che resta della giornata».

Nel fine settimana, pensate alla puntata del lunedì o c’è tempo per il divertimento?

Arduini: «La testa è sempre alla radio, almeno in parte. Capitano cose che pensi di poter riproporre in diretta oppure ti imbatti in argomenti che credi possano essere interessanti. Però, si cerca anche di staccare».

Di Ciancio: «Nel fine settimana, stacco la spina e cerco di dedicarmi il più possibile alla famiglia e al tempo libero».

Si parla di voi per la professionalità e la compagnia che fate agli ascoltatori notturni. Mai uno scandalo, una diceria e una parola fuori posto, si fa fatica a non essere eccessivi?

Arduini: «In fin dei conti, no. Si è creato tra noi e chi è dall’altra parte della radio un clima magico, una sorta di alchimia difficile da spiegare. Capita davvero raramente che qualcuno esageri o esasperi i toni». 

Di Ciancio: «No, perché non amo gli eccessi nemmeno nella vita, quindi non si fatica a contenere gli eccessi, che a volte arrivano da alcuni ascoltatori in momenti che comunque sono molto rari». 

Che ne pensate del mainstream e del politicamente corretto?

Arduini: «Comunicazione ufficiale e non ufficiale si strizzano l’occhio con frequenza sempre maggiore, anche se a volte sembrano darsi battaglia. Il confine è sempre più sottile. Non sono un fan del politicamente corretto perché a volte, in ogni settore, rischia di prendere il sopravvento sulla vita reale. La forma non deve mai essere più importante della sostanza». 

Di Ciancio: «Ormai è impossibile tracciare una linea di separazione netta tra il mainstream e quello che non lo è. I confini tra i due mondi non sono più netti. Si mischia tutto. A noi piace giocare con il politicamente corretto facendone a volte capire i limiti». 

Com’è cambiata la vostra vita dal tempo delle radio locali?

Arduini: «La soddisfazione di poter pensare o dire di essere arrivati in Rai è enorme. Nei corridoi di Via Asiago si respira davvero la storia della Radio. Ma lo stile di vita è rimasto lo stesso. A parte il fatto che dormo di giorno, o almeno ci provo…». 

Di Ciancio: «Lo stile di vita è esattamente lo stesso che avevo tre anni fa, se non per lo stravolgimento dell’orario». 

Avete vinto il Premio Biagio Agnes e il Microfono d’oro, siete ripresi spesso da Dagospia e le vostre interviste non possano mai inosservate. Qual è il segreto del vostro successo?

Arduini: «Non so se il nostro programma sia un successo, sicuramente il Premio Biagio Agnes è stata una soddisfazione immensa e anche il Microfono d’oro ci ha fatto piacere. Di segreti non ne abbiamo, siamo “nature” al cento per cento. Ogni cosa che accade nel programma è reale, non c’è niente di preparato. Se le nostre interviste fanno notizia, forse, è perché a noi non interessa apparire. Quando facciamo una chiacchierata con un ospite importante, siamo come arbitri di calcio. L’arbitro bravo è quello che non vedi. Che non ha manie di protagonismo. Ci interessa ascoltare la storia di chi in quel momento sta parlando con noi. Questo fa nascere un clima in cui vengono fuori anche le cose mai uscite prima». 

Di Ciancio: «Cerchiamo di fare le domande giuste all’ospite giusto e soprattutto proviamo a mettere i nostri ospiti a loro agio. Nel nostro programma, si crea un clima che permette di parlare di tutto e di fare emergere lati degli intervistati che fino a quel momento erano rimasti in un cassetto».

Avete avuto offerte dalla tv? Magari per passare proprio I Lunatici dalla radio a Rai2, in uno slot diurno.

Insieme: «No, mai ricevute offerte concrete, solo qualche timido sondaggio. Ci consideriamo animali radiofonici, però in tv, oggi, di spazio per sperimentare ce ne sarebbe molto…». 

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