INTERVISTA A VIRGINIA TENTORI

di Roberto Donghi

Partiamo dal suo percorso: lei è un personaggio storico di Forza Italia Lecco

 

Sì, storica di Forza Italia fin dal 1994, dagli albori, partito con il quale ho fatto parte di due amministrazioni lecchesi nel passato, prima come consigliere comunale e poi come assessore all’ambiente e sostenibilità ambientale. Sono stata anche presidente regionale di Agenda 21, il programma del 21esimo secolo, nato nel 1992, per le politiche ambientali. Da lì è nata la mia attenzione per il tema dell’ambiente.

 

Non solo di Forza Italia ed Agenda 21, ma anche di “Fare Ambiente”, un movimento ecologista  di ampio respiro del quale lei è la presidente cittadina giusto?

 

Esatto, è una sezione abbastanza recente con la quale ci stiamo strutturando sul territorio lecchese con due linee diverse: la prima che va a trattare i temi classici, le battaglie tradizionali e la seconda che punta sulla nuova coscienza ambientale non solo delle generazioni precedenti ma anche di quelle attuali, con i giovani oramai molto “green” che hanno una coscienza ambientale molto radicata.

Sono molto convinta che ci sia bisogno di un ambientalismo ragionato.  Il tema ambientale ha fatto passi avanti ed ora va di pari passo con le nuove tecnologie, adeguandosi alla società che viviamo. L’ambiente non è più una categoria a sé stante ma è trasversale in ogni tema. Riguarda il turismo, le strutture, gli edifici, il cibo. La pandemia ci ha insegnato che l’ambiente è anche salute. Riguardando ogni aspetto della nostra vita, dell’ambiente si parla sempre.

 

Non  è vero quindi che l’ambiente sia un tema più vicino alla sinistra piuttosto che al centrodestra

 

Devo dire che secondo me è stata più una categoria di pensiero il reputare l’ambiente un monopolio della sinistra. La realtà che vivo lo dimostra: Regione Lombardia è stata la prima regione italiana, dopo il Trentino Alto Adige, ad iniziare ad occuparsi di efficienza degli edifici, con l’obbligo  della certificazione energetica. Da molto tempo qui si è capito che un edificio che consuma di meno inquina meno l’aria.  Queste cose sono realtà per la nostra regione oramai da 15 anni e sono politiche promosse da una regione governata oggi come allora dal centrodestra. 

Anche le politiche di trasporto, con il grande incremento alla mobilità sostenibile, sono state fatte nel corso dei decenni da giunte di centrodestra. Persino Area C ha visto la luce con la giunta di Letizia Moratti .

 

Vede quindi la possibilità di poter incidere a livello ambientale sia durante la campagna elettorale che, glielo auguro, una volta eletta?

 

Lecco ha bisogno di politiche ambientali. La città ha perso, nell’ultimo decennio, traguardi che sono stati consolidati per anni. Quando da assessore gestivo la raccolta rifiuti, Lecco era la prima città nazionale per raccolta, oggi siamo in fondo alla classifica.

Abbiamo sempre avuto azioni concrete sul tema ambientale, azioni che purtroppo sono andate perdute in questi anni e che ora stanno riemergendo frettolosamente nel tentativo di recuperarle per motivi elettorali.

Sono comunque convinta che nel tessuto culturale dei cittadini lecchesi ci sia già una grande sensibilità sul tema. Devono solo essere accompagnati per migliorare la situazione e per farlo c’è bisogno di  politiche coerenti e di lungo termine: non bastano alcune colonnine elettriche sparse qua e là per la città. Occorre applicare le politiche ambientali ad ogni aspetto dell’amministrazione cittadina, dai trasporti, al turismo, dalla qualità della vita, agli edifici, passando per la rigenerazione urbana. E occorre essere coerenti e costanti negli anni.

 

A proposito di rigenerazione urbana,  le chiedo in qualità di architetto: crede che anche a Lecco possa esserci uno sviluppo “verde” stile Milano? Con riqualificazioni, parchi, edilizia sostenibile?

 

Sì,  ed è una delle cose nella quale credo fermamente. La città  attualmente è ferma perché ha un PGT che non ha compreso i segnali di cambiamento dei quali la città aveva bisogno. Lecco ha grande ricchezza di aree sfruttabili in termini di riqualificazione. Bisogna cogliere l’occasione di questi processi di rigenerazione urbana anche per uscire dall’attuale PGT. Sono processi che vedo indirizzati non solo verso interventi di riqualifica edilizia ma anche verso il contesto nel quale ci collochiamo. Abbiamo il lago, le montagne, fiumi, quindi grandi aree fluviali con testimonianze di archeologia industriale oggi dimenticate e non riqualificate come meritavano. Questo patrimonio può rinascere solo con processi di rigenerazione urbana. Con la nostra sensibilità ed esperienza si può trovare una sintesi.

Altro tema è il piano del verde cittadino, fondamentale per la piantumazione di alberi. Ce ne sono alcuni con gradi capacità di riduzione dell’inquinamento (piante anti smog) di diverse categorie, alcuni più performanti rispetto altri. La città merita dunque attenzione anche per quanto riguarda il patrimonio arboreo, con nuove e precise piantumazioni. Questo non solo per il paesaggio e per il verde decorativo, fine a sé stesso, ma anche per contribuire alla dura battaglia contro lo smog.

 

Lecco è attualmente governata dal Pd, come cittadina quali sono le criticità maggiori, oltre ai temi ambientali, che ha riscontrato in questa amministrazione?

 

Lecco è stata dimenticata sotto il profilo della sicurezza e del decoro dal centro ai rioni, è una città che ha perso smalto. E’ una città molto particolare, che possiede un piccolo centro e tanti rioni piccoli e satelliti che sono a loro volta piccoli centri storici. Questa giunta ha dimenticato questo tessuto rionale . Non vi sono stati  incentivi al decoro e dunque, a cascata, anche alla sicurezza. Quando se ne vanno le attività commerciali, non si fa manutenzione ordinaria di strade ed aree pubbliche, tutto diventa meno vissuto e triste e questo è un tema molto sentito dai cittadini. In tempi di crisi economica le differenze si amplificano e ci si ritrova davanti la tristezza attuale.

 

C’è qualcosa che vorrebbe dire e che non le ho chiesto?

 

Mi sono occupata quale componente della Giuria del concorso per il nuovo lungo lago di lecco, che finalmente è arrivato alle battute finali dopo tanti anni. Mi auguro che la nuova amministrazione colga l’opportunità realizzando il progetto del vincitore del concorso. Lecco è  lago e montagna assieme, anche se spesso ci si sente più vicini ai monti che all’acqua. Ma partendo dalla valorizzazione di quest’ultima, è possibile incrementare non solo la bellezza cittadina ma anche il turismo. Questo è il mio augurio per la città: che inizi a sentirsi anche molto più vicina al suo lago, che è bellissimo.

 

 

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