Intervista a Claudio Rossi, presidente A.S.D. Olimpiagrenta

PICCOLE REALTA’, GRANDE PASSIONE! Milan, Inter, Juve, Napoli. In Italia nel campionato di Serie A competono 20 squadre professioniste, ma nella Penisola il calcio italiano si conferma un movimento sportivo radicato sul territorio di assoluto rilievo nel nostro Paese: nonostante una lieve contrazione (-8% le società , -2,8% le squadre, -0,8% i tesserati negli ultimi 5 anni), infatti, il calcio italiano in Europa è il quarto movimento di maggior rilevanza per squadre e tesserati, il secondo per numero di tecnici abilitati e il terzo in termini di forza arbitrale.

Tra le migliaia associazione sportive, spicca la A.S.D. Olimpiagrenta, fondata nel 1976 ad Airuno, in Lombardia, e ora guidata dal presidente Claudio Rossi. Presidente, come è nata la Olimpiagrenta?   Il Centro Sportivo Olimpia è nato nel 1976 ad Airuno con l’ intenzione di rendere fruibile discipline non tradizionali come l’atletica e il basket. Fin da subito abbiamo ottenuto dei successi, come la promozione nel campionato FIP della squadra di basket, dove giocavo anche io.  In seguito, siamo approdati in Terza Categoria FIGC, tuttavia non avevamo un campo regolare e dovevamo arrangiarci secondo le nostre possibilità . Ha detto che l’Olimpia, ma la squadra si chiama Olimpiagrenta.  Nel 2004, grazie all’integrazione societaria con il G.S. Grenta del comune vicino di Valgreghentino, è nata la A.S.D. Olimpiagrenta e finalmente abbiamo ottenuto un campo da gioco: il centro sportivo Ugo Crippa.

Oggi invece? A  Oggi la Olimpiagrenta gioca in Prima Categoria FIGC del campionato lombardo e ha affermato una accademia sportiva che conta 10 squadre di calcio, le Aquile di Ginnastica Artistica e corsi di Zumba e Polisport, dedicato ai bambini dell’ asilo.

Quali difficoltà  ci sono nel gestire una società  sportiva?   In primis direi l’aspetto organizzativo legato sia al numero dei partecipanti e dei volontari rispetto al numero degli iscritti. Poi sicuramente l’aspetto economico che non è secondario: se si considerano i costi delle iscrizioni ai vari campionati, dell’abbigliamento da gioco, della manutenzione delle infrastrutture, dei costi diretti di acqua, luce e gas, il gasolio per i trasporti dei più piccoli. Infine, anche gli aspetti più “sociali”, quali le relazioni con le istituzioni e le altre società  del territorio.

Gestire la prima squadra e il settore giovanile contemporaneamente non è una questione facile, anzi, quali problemi e vantaggi ci sono nel gestire entrambi i settori?   Il vantaggio è sicuramente di far crescere dal proprio settore giovanile 5/6 giovani per stagione che possano giocare nella nostra prima squadra o andare a fare esperienza in altre società . Tra le difficoltà  sicuramente la necessità  di gestire l’impianto al massimo delle sue capacità , trovare un bel numero di allenatori competenti e accompagnatori fidati e di riferimento. Sicuramente trovare il pareggio di bilancio sul settore giovanile è molto difficile perché poi alla fine il recupero delle quote d’iscrizione è sempre problematico, a maggior ragione di questi tempi.

Può spiegarci in generale l’organigramma societario? Il nostro Direttore Generale ha il compito operativo ed organizzativo di assicurare il corretto fluire dell’attività  e la responsabilità  del settore giovanile esclusa Juniores e Prima squadra, il direttore sportivo si occupa degli aspetti legati ai trasferimenti dei giocatori, il segretario delle iscrizioni e dei tesseramenti. Ci sono poi gli addetti alla manutenzione del campo, gli autisti dei pulmini, ci si occupa del punto ristoro, la lavanderia, l’addetto agli acquisti, il magazziniere, i vari dirigenti.

Lo sport, nelle piccole realtà , può avere una valenza sociale?   Diciamo che le attività  sociali relative allo svago, all’integrazione, all’accettazione del risultato, all’educazione al rispetto dei compagni e degli avversari e dell’arbitro sarebbero già  sufficienti. L’offerta di spazi di aggregazione che evitano la solitudine, la chiusura, l’individualismo nei ragazzi è molto importante e surroga funzioni in passato a carico di altre realtà  quali ad esempio la scuola. Per ultimo spediamo annualmente l’abbigliamento ed i palloni dismessi ad una missione in Congo.

Il calcio oggi è principalmente raffigurato dalla Serie A o dalla Nazionale, esiste qualche affinità  sportiva tra le piccole società  e i grandi club? Le affinità  di fondo oltre al gioco di per sè, riguarda la passione delle persone che dedicano tempo e risorse per rendere possibile la pratica della attività  a migliaia di persone. Per il resto non vi sono molti punti di contatto, anche se personalmente sono convinto che questo sia il vero sport, meno esasperato, meno ricco, ma la pressione per i risultati  la stessa, direi con un’aggiunta di sano campanilismo che il calcio professionistico non avverte più.

Obiettivi per il 2018? Il campus estivo in collaborazione con la Fundacion REAL MADRID! Dal 18 al 22 giugno l’Olimpiagrenta ospiterà  allenatori professionisti del Real Madrid per insegnare ai nostri ragazzi una tecnica completa del calcio, ma anche i valori educativi del gioco di squadra. Ovviamente il campus è aperto a tutti, ragazzi e ragazze di ogni società  sportiva.

Simone Tavola

 

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