INSULTI, MINACCE, CAOS: ECCO LA CONSULTA DEGLI STUDENTI. Il racconto di un liceale minacciato perchè difendeva le foibe

Nei diversi gradi e meandri ove si svolge attività che si possa definire politica, solitamente non è considerato il livello studentesco liceale. Nonostante la poca considerazione dei più, esiste in ogni provincia la Consulta Provinciale degli studenti, dove siedono 2 rappresentanti per ogni istituto secondario superiore. Ne parliamo in merito a un triste episodio successo qualche mese fa, che ancora fa sentire il suo peso per il sapore di anni ’70 che porta con sé.

Lo scorso febbraio Giuliano Polito, 19 anni, coordinatore del movimento giovanile “Rotta di collisione”, organizza un evento nel suo liceo per ricordare l’eccidio delle foibe. Titubanti gli insegnanti del liceo Cavallari di Parabiago gli hanno concesso lo spazio, e lo studente ha potuto tenere il suo convegno il 12 febbraio, a pochi giorni dal giorno del ricordo. Alla fine dello stesso mese, Polito presenta il progetto alla Consulta Studenti, proponendo l’estensione a tutti i licei di Milano con il patrocinio della Consulta. Ora è necessario sapere che la stragrande maggioranza degli eletti in questi parlamentini studenteschi appartengono ai collettivi dei vari licei milanesi, e ne detengono l’egemonia (almeno a Milano).

Al momento della discussione si scatena il putiferio, e giovani che nei loro programmi di storia sono probabilmente ancora all’invasione dei longobardi si profondono in sentenze storiche pesantissime sull’esodo giulio-dalmata, negando che ce ne sia stato alcuno di tali proporzioni. La mozione è stata ovviamente bocciata, ma nella bagarre della votazione all’indirizzo del giovane proponente sono volati diversi insulti e minacce, la più forte ricalcava le parole dell’ormai ex consigliere di Zona 9 a Milano Leonardo Cribio: “Nelle foibe c’è posto anche per te”.

“Questa minaccia mi è dispiaciuta – dice lo studente -, perché fare minacce sui morti vuol proprio dire che non si è capito politicamente nulla, ma non si è capito niente neanche della vita”. Giuliano Polito ha poi segnalato la questione alla stampa e molti giornali lo hanno ripreso, ciò che però denuncia ancora è l’essere “rimasto isolato da tutti, nessuno nella Consulta è intervenuto a mia difesa contro questi insulti”. Da parte dei collettivi sembra che sia stato diramato un comunicato di smentita delle minacce, ma sconosciuto ai più. La linea è rimasta comunque quella di negare la minaccia, e intanto fare terra bruciata intorno al giovane studente, che si è ritrovato infine da solo ad affrontare le pressioni dei collettivi.

L’episodio non è l’unico però ad essere per lo meno discutibile. Ad ottobre durante le elezioni del Consiglio di Presidenza i voti non coincidevano con le effettive presenze, ci racconta sempre Polito, alcuni sembrano avere votato più di una volta. Alla denuncia di brogli però sono sempre arrivate smentite, e giù altri insulti: “Mi davano del pazzo visionario, mi zittivano. Con le foibe poi stessa cosa: insulti, minacce, poi niente di vero, sono io il pazzo. Qualcuno ha addirittura detto che scherzavano solo: ma come si fa a scherzare sui morti? Sono veramente allibito”, così Giuliano Polito.

La Consulta però non è solo un semplice giochino per studenti, ha anche un budget di spesa, con il quale può finanziare iniziative o progetti che promuovano la cultura, l’educazione civica e la storia all’interno dei licei. Il budget di cui possono disporre in maniera autonoma ammonta circa tra i 2.000 e i 3.000 euro all’anno, per chiedere di più servono poi apposite autorizzazioni relative alle tematiche proposte. Soldi che, per quanto pochi, moltiplicati per le 110 province italiane (in ognuna delle quali risiede una Consulta studentesca) ammontano comunque a una cifra considerevole. Soldi, che finiscono regolarmente nei progetti presentati dai collettivi di sinistra.

“L’ultima iniziativa approvata – ci racconta Polito, relativamente alla Consulta Provinciale di Milano – consta di un finanziamento di circa 2.000 euro per agevolare la trasferta degli studenti a una manifestazione di Libera a Latina”. Tutta l’attività inoltre si svolge in una nebulosità di regolamenti non scritti, di votazioni assurde, di convocazioni estemporanee ad intervalli temporali funzionali alle necessità dei collettivi. Un caos procedurale notevole, voluto da gruppi di ragazzi provenienti in prevalenza dalle scuole di rieducazione dei collettivi studenteschi di estrema sinistra, molto forti e influenti nei licei, se non altro per l’assenza di altri movimenti e a volte in anche per la copertura dagli insegnanti.

Non certo quindi quell’organo che dovrebbe sensibilizzare gli studenti a una consapevole, corretta e democratica gestione dei soldi pubblici in favore della collettività degli studenti, ma più un modo per i collettivi ideologizzati e “ideologizzatori” di estrema sinistra di affermare e mantenere la loro egemonia nei licei milanesi. Il tutto a spese nostre. Un pessimo esempio di educazione politica ai più bassi livelli, agli inizi della formazione di coloro che attraverso questi organi vogliono avvicinarsi alla politica.

Giuliano Polito ci assicura comunque che lui continuerà a “lavorare per il bene degli studenti, perché è per questo che sono in Consulta, convintamente e sinceramente, e non mi lascio intimorire da questi elementi qui. Sto lavorando a u nuovo progetto – ci racconta – sugli Anni di Piombo, da presentare in Consulta e poi nei licei. Solo che non ci è dato sapere quando sarà la prossima assemblea, essendoci stata l’ultima assemblea il 20 febbraio”. Polito però non si fa illusioni: “Aspetterò la prossima convocazione, ma sappiamo già come andrà a finire”.

Gabriele Legramandi

 
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