IN ECONOMIA CERCHIAMO RIMEDI, NON SAPENDO A COSA. BASTEREBBE GUARDARE ALLE FAMIGLIE

di Mario Alberto Marchi

Governo dopo governo, emergenza dopo emergenza, è tutto un dimenarsi a trovare formule per curare la nostra economia; chi tira la coperta dalla parte dell’equità sociale, chi da quella della creazione del reddito. Le tasse strangolano le imprese? Servono a finanziare il welfare. Le pensioni servono a far posto nel mercato del lavoro? Peseranno sulle generazioni a venire. L’ideologia regna sovrana, perdendo di vista i dati fondamentali, uno su tutti: il livello di benessere delle famiglie.

È un parametro che, a ben vedere, comprende tutto: lavoro, risparmio, formazione, eredità generazionali, crescita. Fotografarlo è essenziale, confrontarlo con quello di altri paesi è utile; ci aiuta l’Ocse, che riunendo parecchi Paesi europei, ma anche oltre oceano e a est, offre il paragone tra economie diverse, nelle ricadute sulle famiglie. Il parametro fondamentale è quello del reddito netto disponibile, ovvero le entrate di un nucleo familiare ogni anno al netto d’imposte e trasferimenti: insomma, il denaro da spendere per beni o servizi. 

Tra i Paesi Ocse, il reddito medio disponibile netto delle famiglie è di 33.604 dollari pro capite l’anno. L’altro parametro è la ricchezza netta delle famiglie, cioè il patrimonio totale delle famiglie e tiene conto di risparmi, investimenti, valute e depositi, azioni, titoli e prestiti, valori e immobili.

Nell’OCSE, la ricchezza netta media delle famiglie è attorno ai 409.000 dollari.  Ebbene, in Italia, il reddito pro capite medio netto delle famiglie è di 27.000 dollari l’anno. La cosiddetta ricchezza netta delle famiglie è stimata intorno a USD 280.000 dollari, quindi un dato ancora di gran lunga inferiore alla media Ocse. Facendo un po’ di confronti in sede europea, scopriamo che in Germania il reddito pro capite medio delle famiglie è di 34.294 dollari l’anno, un dato più elevato della media. La ricchezza netta media delle famiglie tedesche è stimata a 260.000, inferiore al dato italiano; le famiglie tedesche possono quindi contare su maggior reddito da guadagno mensile, ma su un patrimonio totale inferiore. Interpretando in modo molto semplicistico, si potrebbe tradurre in minor risparmio, ma economia più dinamica.

Ai confini della povertà i dati delle famiglie greche, con un reddito di 17.700 l’anno e ricchezza netta media a 150.000, anche se il rapporto introiti/risparmio somiglia di più a quello italiano.

Il dato che fa schizzare in alto la media Ocse è quello degli Stati Uniti, dove il reddito pro capite medio delle famiglie è pari a 45.000 dollari l’anno e la ricchezza netta è stimata a 633.000 dollari. Interessante è notare che rispetto alla famiglia italiana, quella americana moltiplica per 1,6 il reddito disponibile mensile, ma quasi triplica la ricchezza; evidente effetto di un modello liberista, che riduce all’osso il peso fiscale e contributivo. Non è detto che ciò determini equità, anzi, di sicuro regala responsabilità.

Tutto sta nello scegliere quanto Stato si vuole.

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